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Mamma mia!

Posted by Davide Verazzani | Posted in Cinema | Posted on 30-09-2008

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mamma mia Mamma mia!Nell´isola greca di Kalokairi tutto è pronto per le nozze di Sky, giovane isolano con il pallino dei viaggi avventurosi, e Sophie, figlia di Donna, proprietaria di uno splendido ma fatiscente albergo di charme che manda avanti da sola dopo essere stata abbandonata, ancora incinta, dal padre di Sophie. La ragazza, che non ha mai accettato la sua situazione di figlia orfana, scopre leggendo un vecchio diario della madre che, appena prima di rimanere incinta, Donna frequentava tre uomini contemporaneamente; Sophie decide pertanto di invitarli al suo matrimonio all´insaputa di tutti, convinta che, una volta guardatolo in volto, sarebbe capace di riconoscere suo padre e di farsi quindi portare da lui all´altare. I tre uomini, ignari di tutto, giungono all´isola, ma a faccenda non gira proprio secondo le aspettative di Sophie…

Alzi la mano chi avrebbe immaginato, una ventina d´anni fa (o anche meno), che un´attrice rigorosa come Meryl Streep si sarebbe lanciata a cantare e ballare come una scatenata al ritmo dolciastro delle canzoni degli Abba, a un´età  in cui le colleghe si limitano a ruoli di nonne sagge o a camei indefiniti e ben remunerati. Eppure, se Mamma mia! ha un solo pregio, questo è rappresentato dall´estro con cui l´attrice statunitense si presta a rappresentare sullo schermo una figura di dancing queen che forse neppure i membri originali del quartetto pop svedese avrebbero sognato.
Tratto dal musical di successo planetario che va in scena da qualche anno a Broadway, il film si limita ad essere una zuccherosa favoletta sulla necessità  di seguire i propri sogni e le proprie aspirazioni, e sul fatto che la vita va presa tutta d´un pezzo, così come viene, senza mai rinunciare a nulla di ciò che potrebbe renderci felici e senza mai credere che una svolta non sia possibile, indipendentemente dall´età  e dagli errori del passato.
Le canzoni degli Abba, un gruppo amato/odiato dalla generazione seventies fatta di giovani libertari e confusi e da coppie fintamente aperte e in realtà  desiderose di un aggancio borghese, fanno da sottofondo e da trait d´union a una vicenda esilissima, che ha il suo punto di forza unicamente nel divertimento, percepibile a occhio nudo, con cui la Streep e altri attori famosi di contorno come Pierce Brosnan, Colin Firth e Stellan Skarsgard (per non parlare delle altre due “dancing queen”, Julie Walters e Christine Baranski, straordinarie e scoppiettanti) si avvinghiano alla vicenda ballando e cantando le musiche dozzinali e le strofe vagamente idiote del gruppo svedese.
Si esce dalla visione di un simile film inevitabilmente canticchiando e vergognandosene anche un po´, ma con un sorriso ebete sul volto perché tutta l´operazione ha l´aria di un´allegra scampagnata; e allora è facile scrollarsi di dosso qualsiasi curialità  critica e lasciarsi andare a fischiettare arie che, volenti o nolenti, hanno fatto parte di un´adolescenza universalmente condivisa (tanto per ricordare, Gold , la raccolta dei più grandi successi degli Abba è uno dei dischi più venduti nel mondo, al pari di Beatles e Michael Jackson dei tempi d´oro).
Poi si rientra i noi stessi e ci si rende conto che, da un punto di vista strettamente cinematografico, il film vale davvero poco: la regista Phyllida Lloyd (catapultata sul set dopo i trionfi newyorkesi del musical) non ha la minima idea di dove piazzare la macchina da presa, il montaggio è scriteriato tanto da non farci quasi per nulla vedere e apprezzare le coreografie dei balletti, la fotografia si limita ai soliti colori da cartolina delle isole greche, ed eccetto la Streep la recitazione del cast è spesso al di sotto del livello di guardia.
Ma non importa: non si va a vedere Mamma mia! per questi motivi, bensì per godersi un paio d´ora in totale libertà  e spensieratezza. E in questo senso, abbiamo davanti un film godibilissimo e divertente. Da vedere tutto quanto, e mi raccomando: titoli di coda compresi, per ricordare quanto erano orribilmente kitsch non solo le canzoni ma anche i vestiti di scena degli Abba.

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