Burn After Reading – A prova di spia
Posted by Tullio Di Francesco | Posted in Cinema | Posted on 19-09-2008
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Osborne Cox, brillante analista della CIA, si ritrova tra il lusco e il brusco estromesso dall´Agenzia. È l´inizio di un periodaccio per l´ex agente: nello stesso momento la moglie Katie, che lo tradisce con Harry Pfaffer, decide di mollarlo. Harry, dal canto suo non tradisce solo la propria moglie, ma anche l´amante, poiché è un abituale frequentatore di siti per cuori solitari, e proprio attraverso uno di questi fissa degli appuntamenti con Linda. Costei lavora in un fitness center (che avrà un´importanza capitale nella vicenda), è collega di Chad ed è arrivata a quell´età in cui si sente imperiosa la necessità di una ristrutturazione estetica del proprio corpo, che però l´assicurazione sanitaria non le vuole passare. È su queste premesse che la situazione inizia a precipitare, molti si fanno le corna e qualcuno ci lascia la pelle, la psicosi di essere spiati raggiunge il parossismo, mentre l´Agenzia si limita a osservare in attesa che gli avvenimenti si sistemino da soli…
Alla faccia di chi continua a nicchiare sul loro operato, riteniamo sempre di più che per i fratelli Coen – Joel e Ethan che qui firmano la regia a quattro mani – questo sia un momento d´oro. Reduci dai quattro Oscar ricevuti con Non è un paese per vecchi (a parere di chi scrive uno dei più alti esempi del loro cinema), tornano con una commedia al vetriolo che è una quintessenza dei loro temi e del loro umorismo caustico. Chi ricorderà Prima ti sposo poi ti rovino e Ladykillers si tranquillizzi. Qui si torna alla poetica principale dei Coen fatta di linee del destino che è impossibile gestire, le quali, incrociandosi, montano e conducono a un precipitare delle situazioni dove si muore male e, soprattutto, si muore inutilmente. Inutile svelare troppo rivelando chi ci lascia la pelle e chi no, certo non si sa con chi simpatizzare in questo covo di matti poiché, come ci hanno abituato i due autori, i loro protagonisti sono tutti degli emeriti imbecilli. Per loro stessa ammissione George Clooney nella parte del poliziotto Harry Pfaffer incarna un personaggio imparentato con i fool interpretati in Fratello dove sei e Prima ti sposo e poi ti rovino, ma che, a conti fatti, non è nemmeno quello messo peggio del mazzo. In ultima analisi Burn After Reading – A prova di spia può anche essere letto come l´altra faccia della moneta (la commedia opposta al dramma, ma di commedia nera si tratta) che Anton Cigurh lanciava in aria per decretare la vita o la morte: se l´americano medio è rappresentato da questo parterre di “perdenti” – come li classifica Linda – (e non spreca forse Pfaffer tutta la sua inventiva per costruire una macchina-vibratore?), ebbene l´americano medio può al massimo prepararsi a intonare il proprio epicedio, pronto a divenire la vittima del primo Cigurh di passaggio. Nemmeno l´unico professionista serio (Cox, nomen omen) può molto, vittima nevrotica della stupidità che lo circonda.
Si ammira l´affiatamento del cast e non si fatica a credere che sul set spirasse aria di famiglia. Se Clooney e Tilda Swinton (Katie) si opponevano in Michael Clayton di Tony Gilroy, basta pensare alla trilogia di Ocean – sodale Steven Soderbergh – per ricordare l´amicizia che lega Clooney a Brad Pitt (un Chad talmente ebete che ci riporta a certi suoi primi ruoli, quando ci si chiedeva se lo era o lo faceva). Frances McDormand, moglie di Joel e feticcio ricorrente in molti dei film dei Coen, è l´energica se non addirittura nevrotica Linda. Comunque il migliore si rivela John Malkovich, l´outsider – prima collaborazione con i Coen –, che sa perfettamente ritrarre la deriva di un carattere come quello di Cox senza mai andare oltre le righe, come invece avviene nel finale a Clooney che gigioneggia in preda alla paranoia.
Congedandoci ringraziamo i Coen per averci ricordato ancora una volta come le sorti del pianeta siano gestite da un concentrato di incompetenza, opportunismo e qualunquismo, condensati nella faccia spersa di un impagabile J.K. Simmons (il direttore della CIA), che alla fine si pone una domanda che potrebbe anche essere diretta a tutti gli spettatori: cosa abbiamo imparato da tutto ciò? Noi abbiamo imparato che vale di più un intervento di liposuzione a smuovere l´intelligence, che tutta la fame e le guerre nel mondo. Grazie USA, la tua fatuità non ci delude mai. Così come i Coen.


