In evidenza

Recensione: Lust, caution di Ang Lee – Venezia 64 – in con

Nella Shanghai del 1942 occupata dai giapponesi, una giovane donna diventa amica di un gruppo di signore alto-borghesi, da cui viene ospitata e con cui gioca quotidianamente a mahjong, ed entra così in relazione con il marito della padrona di casa, il temibile Mr. Yee, un cinese collaborazionista a...

Continua a leggere...

Hancock

Posted by Ludovica Gazzè | Posted in Cinema | Posted on 12-09-2008

Tag:,

0

hancock HancockJohn Hancock ha dei poteri magici e non sa da dove gli vengano. A dire il vero non sa nemmeno bene come usarli senza creare danni più grandi di quelli che vuole combattere. Così si affida a Ray, pierre a cui ha salvato la vita, per un cambio di immagine, ma nella metamorfosi non sembra credere nessuno, nemmeno Mary, la bellissima moglie di Ray.

Un supereroe dal bicchiere, anzi, direttamente dalla bottiglia, facile. Non s’è mai vista una roba del genere. Siamo abituati a eroi tormentati, a poteri che arrivano da altri pianeti, a identità  sconvolte, ma disadattati e pasticcioni con forze sovrumane non ne avevamo mai sentiti. Per questo, la storia di John Hancock, incapace di gestire le proprie capacità  e per questo odiato da tutta la città  di Los Angeles che, sì, libera dai criminali, ma riempie di buchi e ingorghi assolutamente non richiesti, è capace di divertire lo spettatore del terzo millennio, abituato a ogni effetto speciale, e persino stupirlo. Così ci interessiamo alla rieducazione dello zotico forzuto, novello Ercole, affetto da quella che non ci vuole uno psicologo a definire grave forma di solitudine. Ci chiediamo, con lui, se ci si può fidare di Ray, il cui sogno campato per aria di cambiare il mondo potrebbe spingerlo a volere semplicemente servirsi di Hancock per arrivare alla notorietà . Così, ci perdiamo dietro il lato più sentimentale della vicenda, e siamo colti di sorpresa al primo colpo di scena della trama, davvero ben architettata.
A prima vista può sembrare, complice una colonna sonora troppo enfatica soprattutto nei momenti drammatici, che il film si abbandoni proprio a beceri sentimentalismi. Persino i personaggi, soprattutto quelli maschili, paiono sopra le righe, con Will Smith nei panni di Hancock condannato a una perenne smorfia alla Zoolander. Per non parlare di Ray (un Jason Bateman perfetto nella parte), sempre sorridente ed entusiasta, davvero troppo ingenuo per essere credibile. Invece, a poco a poco le certezze si incrinano e compaiono le prime sfaccettature, i dubbi su quel che c’è dietro le azioni apparentemente prevedibili dei protagonisti, e si scopre un film ben scritto, e non solo nelle sue parti comiche. Uniche cadute di stile i tentativi di contestualizzare in un ambito quasi mitologico i poteri di Hancock, o la trovata del calore buttata tra le righe senza che porti a nulla.
Anche la regia è molto ben condotta. A scene che diventeranno quasi sicuramente un culto (Hancock che si fa la barba, o la punizione dei due energumeni in prigione), si alternano altre in cui il regista Peter Berg osa, con inquadrature sempre più zoomate o primi piani sfuocati, creare atmosfere che si discostano dalla lucentezza che caratterizza i film d’azione. E’ come se, dopo la prima scena che esaspera i canoni del genere, Berg volesse mostrarci ciò di cui è capace, dando all’intero film una connotazione meno commerciale. Allo stesso modo, il regista usa a proprio vantaggio i punti in cui la trama richiede una regia più d’azione: la scena della rapina alla banca e il cambio di trucco di Charlize Theron (stupenda nel ruolo di Mary) sono emblematici di come Berg sottolinei i cambi di registro volutamente.
Nel complesso un film piacevole e intelligente con cui passare un’ora e mezza di svago senza rimpianti o sensi di colpa.

VN:R_U [1.9.10_1130]
Rating: 0.0/5 (0 votes cast)
VN:F [1.9.10_1130]
Rating: 0 (from 0 votes)

Write a comment

i migliori Annunci Escort e Trans d'Italia