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Caio Moroni è figlio di operaio e nipote di operaio,«il terzo di una generazione ostinata cresciuta con la fabbrica nell´anima»: pane e fabbrica, come sottolinea Roberto Betz nelle prime pagine del suo folgorante romanzo. E per reggere il peso
del lavoro sottopagato bisogna avere «le palle dure come il ferro»: un virilismo posticcio nel quale però cadono i lavoratori della Tecnomasio Italiana Brown Boveri, un´industria che produce motori marini e locomotive. Arrivare a fine mese è una conquista, e per arrivarci ci vogliono tenacia, senso del dovere e responsabilità . Poco importa se si è sfruttati: c´è il pane da portare a casa, la sopravvivenza da garantire alla famiglia. Se non si riempie la pancia si muore. Ivano, il fratello di Caio, non è della stessa idea:
cresciuto a fabbrica e libri, si solleva contro quel modo di pensare, non accetta di essere solo il dente di un ingranaggio nel cieco e alienante asservimento alla macchina. Seguendo così le orme ribelli del nonno. E ciò che gli viene opposto dalla famiglia,
dagli amici è che «mica è un uomo chi baratta la famiglia per le idee! [...] A criticare son bravi tutti!». Quella stessa mentalità che sta divorando le nuove generazioni, portate a barattare per un tozzo di pane tutti i progressi sociali duramente conquistati da chi li ha preceduti.


John Hancock ha dei poteri magici e non sa da dove gli vengano. A dire il vero non sa nemmeno bene come usarli senza creare danni più grandi di quelli che vuole combattere. Così si affida a Ray, pierre a cui ha salvato la vita, per un cambio di immagine, ma nella metamorfosi non sembra credere nessuno, nemmeno Mary, la bellissima moglie di Ray.