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Doomsday

Posted by Tullio Di Francesco | Posted in Cinema | Posted on 07-09-2008

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doomsday DoomsdayQuando una terribile epidemia colpisce la Scozia, un´immensa barriera meccanica viene eretta dove una volta sorgeva il Vallo di Adriano, l´intera regione è isolata e i confini presidiati dai militari, gli abitanti relegati in “quarantena”, il che equivale a dire abbandonati al loro destino. Solo la piccola Eden Sinclair, grazie al sacrificio della madre, riesce a fuggire. Oggi, nel presente del 2035, il morbo fa la sua comparsa anche a Londra, i politici vorrebbero isolare definitivamente la zona colpita, ma forse c´è una soluzione che li farebbe diventare i salvatori della patria agli occhi della popolazione. Alcuni satelliti hanno inviato foto di sopravvissuti dalla zona originaria dell´epidemia: evidentemente Kane, un medico militare lasciato all´epoca sul posto per studiare la malattia, potrebbe aver trovato una cura. Il compito di entrare nella zona proibita e recuperarla spetta proprio al maggiore Eden Sinclair, nel frattempo diventata un´arma letale dell´esercito, che dovrà  guidare una squadra fino a Glasgow e riportare l´antidoto entro quarantotto ore…

Va fatta una premessa, prima di cominciare. Ed è che conoscendo l´inglese Neil Marshall solo per il suo film precedente The Descent – Discesa nelle tenebre (ma ha inoltre diretto Combat e Dog Soldiers), l´attesa per questo Doomsday era alta. Chi l´ha visto parla molto bene anche di Dog Soldiers, dal canto nostro possiamo assicurare che The Descent – presentato anche alla Mostra del Cinema di Venezia – è uno dei migliori horror degli ultimi anni, con un approccio autoriale al genere che recentemente avevamo trovato solo in The Others di Alejandro Amenà¡bar, tutto giocato su un rigore formale claustrofobico e dal taglio naturalistico che lo allontana dall´effettismo dell´ultimo corso di scuola americana.
Con Doomsday Marshall capovolge la situazione passando da un luogo chiuso (le grotte dei Monti Appalachi in The Descent) allo spazio sconfinato della Scozia, ma condensando l´azione in un intervallo di tempo ristretto, pena il fallimento dell´impresa. Rimane l´approccio autoriale al genere, in questo caso l´horror catastrofico, in cui viene recuperato e frullato con gioia ludica e una certa genialità  tutto il cinema fantastico-avventuroso degli ultimi trenta anni. Ritroviamo tutto Carpenter e Mad Max, ma anche il fantasy di ultima generazione (Il Signore degli Anelli) e perfino il recentissimo horror urbano (28 giorni dopo, La terra dei morti viventi), oltre all´action alla Arma letale con una Rhona Mitra (Eden Sinclair) che aggiunge un nuovo corpo a tutte le eroine viste recentemente sul grande schermo. Otteniamo un melange che fila bene per ritmo e ambientazioni, solo un po´ rallentato da un commento fuori campo e in cui ci si permette libertà  gustose e oltraggiose come quella del concerto rock-cannibalico (i bravi ragazzi scozzesi non possono smentirsi e farci vedere quanto discoli sono).

Ma dov´è allora che il film ci delude? Se è chiaro che tutta la pellicola è un´operazione metacinematografica che va vissuta come un omaggio-parodia e presa con la giusta attitudine mentale, è altrettanto vero che Marshall ci aveva abituati a un rigore formale ed espressivo ben più calibrato di ciò che si vede qui (e che non manca nei titoli dei suoi modelli ispiratori). Capiamo il senso dell´operazione, ma è come se a un certo punto il regista si fosse fatto prendere la mano e avesse pestato di brutto sull´acceleratore dell´eccesso. Passiamo in breve dall´omaggio alla caricatura, dal pensare che dietro alla macchina da presa non ci sia più l´inglese Neil Marshall ma l´americano Michael Bay. E se in precedenza la scelta attoriale era un altro dei punti di forza del cinema di Marshall (vedi l´affiatamento delle attrici nel suo titolo precedente), qui la presenza della Mitra, di Bob Hoskins e Malcolm McDowell non è altro che una funzionale scelta di casting.
Mmm… tutto sommato lasceremo in sospeso il giudizio sul regista e gli daremo la possibilità  di un altro titolo per redimersi.

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