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Burn After Reading – Venezia 65 – Fuori concorso – Apertura

Posted by Tullio Di Francesco | Posted in Cinema, Venezia 2008 | Posted on 28-08-2008

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burn after reading.miniatura Burn After Reading   Venezia 65   Fuori concorso   AperturaOsborne Cox (John Malkovich), brillante analista della CIA, si ritrova tra il lusco e il brusco estromesso dall´Agenzia. È l´inizio di un periodaccio per l´ex agente: nello stesso momento la moglie Katie (Tilda Swinton), che lo tradisce con Harry Pfaffer (George Clooney), decide di mollarlo. Harry, dal canto suo, non tradisce solo la propria moglie, ma anche l´amante, poiché è un abituale frequentatore di siti per cuori solitari e proprio attraverso uno di questi fissa degli appuntamenti con Linda (Frances McDormand). Costei lavora in un fitness center (che avrà  un´importanza capitale nella vicenda), è collega di Chad (Brad Pitt) ed è arrivata a quell´età  in cui si sente imperiosa la necessità  di una ristrutturazione estetica del proprio corpo, che però l´assicurazione sanitaria non le vuole passare. È su queste premesse che la situazione inizia a precipitare, molti si cornificano vicendevolmente e qualcuno ci lascia pure la pelle, la psicosi di essere spiati raggiunge il parossismo mentre l´Agenzia si limita a osservare in attesa che gli avvenimenti si sistemino da soli…

Per i fratelli Coen, Joel e Ethan che firmano ancora una regia a quattro mani, questo è un momento d´oro. Reduci dai quattro Oscar ricevuti con Non è un paese per vecchi (che a parere di chi scrive è uno dei più alti esempi del loro cinema), tornano con una commedia al vetriolo che è una quintessenza dei loro temi e del loro umorismo caustico. Chi ricorderà  Prima ti sposo poi ti rovino e Ladykillers si tranquillizzi. Qui si torna alla poetica principale dei Coen che è fatta di quelle linee del destino che è impossibile gestire, le quali incrociandosi montano e conducono a un precipitare della situazione in cui si muore male e, soprattutto, si muore inutilmente. Inutile svelare troppo della trama rivelando chi ci lascia le penne e chi no, certo non si sa con chi simpatizzare poiché, come ci hanno abituato i due autori, i loro protagonisti sono tutti degli emeriti inetti. Per loro stessa ammissione, George Clooney incarna un personaggio imparentato ai fool di Fratello dove sei e Prima ti sposo poi ti rovino, e in ultima analisi Burn After Reading si può anche leggere come l´altra faccia della moneta (la commedia opposta al dramma, ma di commedia nera si tratta) che Anton Cigurh lanciava in aria per decretare la vita e la morte in Non è un paese per vecchi: come può un americano medio gestire qualcosa più grande di lui con il carico di meschinità  della sua miserabile vita (non spreca forse Harry Pfaffer tutta la sua inventiva per costruire una macchina-vibratore)? Questi personaggi possono essere al massimo le vittime del primo Anton Cigurh di passaggio. Nemmeno l´unico professionista serio (Cox, nomen omen) può molto, vittima nevrotica della stupidità  che lo circonda.

Si ammira l´affiatamento del cast e si comprende come sul set spirasse aria di famiglia. L´anno scorso, sempre a Venezia, Clooney e la Swinton si opponevano in Michael Clayton, mentre Brad Pitt (Coppa Volpi per L´assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford) qui si limita a recitare un emerito ebete ma con classe. Plauso a un magnifico Malkovich che sa ritrarre perfettamente la deriva di un carattere come quello di Cox senza strafare, come invece avviene nel finale a Clooney che gigioneggia colto dalla paranoia.
E si ringraziano i Coen per averci mostrato ancora una volta come le sorti del mondo siano gestite da un concentrato di incompetenza, opportunismo e qualunquismo, condensati nella faccia spersa di un impagabile J.K. Simmons (il direttore della CIA), che alla fine si pone una domanda che bisognerebbe voltare a tutti gli spettatori: cosa abbiamo imparato da tutto ciò? Noi abbiamo imparato che per smuovere l´intelligence vale di più un intervento di liposuzione che tutta la fame nel mondo. Grazie USA, la tua fatuità  non ci delude mai. Speriamo lo stesso per i fratelli Coen.

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