In evidenza

LOCARNO 2008 – 8 AGOSTO – SI, VIAGGIARE

La frontiera italo-svizzera e´ forse l´unica europea in cui e´ rimasto quel misto di eccitazione e tremorE di un tempo che fu, in cui le lineE immaginarie che dividevano gli Stati l´uno dall´altro erano spartiacque precisi fra due mondi lontani, fra due universi paralleli forse destinati a incontrarsi...

Continua a leggere...

In Bruges

Posted by Tullio Di Francesco | Posted in Cinema | Posted on 20-05-2008

Tag:, , , ,

2

in bruges In BrugesKen e Ray, due sicari irlandesi, giungono a Bruges su consiglio del loro boss, il fantomatico Harry. L´ultimo colpo è andato male, e Ray ha lasciato sul terreno una vittima inaspettata. In attesa di essere contattati da Harry per un nuovo incarico, i due si trovano costretti a passare del tempo nella cittadina belga finché le acque si calmino. Ken, più pacioso e raffinato del giovane collega, ama visitare le chiese medievali, i musei e le gallerie della Venezia del nord. Ray, invece, giovane grossolano roso dai sensi di colpa, si sente come in prigione e scalpita per tornarsene a Londra il più presto possibile. Quando Ken scopre che il nuovo ordine di Harry è far fuori Ray per sistemare il casino fatto dal giovane, la situazione precipita tra birre ingollate nei pub, orgette con allegre donnine e una biondina carina entrata nella vita di Ray non si sa se per sistemargliela o incasinargliela. Se Harry vorrà  che il lavoro sia fatto, sarà  lui a dover tornare a Bruges (se ne era già  innamorato da bambino), mentre una magica nevicata tinge di bianco la resa dei conti che si svolge sul set di un remake di A Venezia… un dicembre rosso shocking con tanto di nano felliniano…

Che ci fanno Stanlio e Ollio a Bruges? Questa è la prima impressione che può colpire vedendo il corpulento Brendan Gleeson e l´uggioso Colin Farrell (qualche chilo e molte smorfiette di troppo) girare tra i canali della cittadina medievale, litigare nelle sue stanze d´albergo, cazzeggiare nelle sue viuzze e questionare nei suoi locali, tanto sono diversi e antitetici ma divertenti. È il contrasto la chiave di volta di questo film e, nel loro caso, ciò non potrebbe essere più evidente: a chi potrebbe venire in mente di associare la vita lenta e monotona della cittadina fiamminga con due killer da strapazzo? Forse a uno altrettanto fuori di testa quanto il loro logorroico boss. E così l´idea è venuta al pluripremiato autore teatrale Martin McDonagh, qui al suo primo lungometraggio dopo l´esordio cinematografico con Six Shooter (anche quello interpretato da Gleeson e Oscar 2006 come miglior cortometraggio), che ha pensato di mescolare e contaminare i riferimenti cultural-letterari in una dark comedy che sta tra l´incastro di Mamet, lo straniamento di Pinter e le improbabili conversazioni dei killer di Tarantino, se Vincent Vega, invece che a Parigi, fosse stato a Bruges.

Potrebbe sembrare un piccolo film in chiave minore, e invece è un ottimo e promettente esordio che colpisce inaspettatamente. Proprio per questo è ancora più sorprendente e lo si consiglia caldamente. La peculiare location – che, ahimè!, ha finito per ingenerare un´operazione di marketing che ha ben poco a che fare con lo spirito della pellicola – è la quintessenza di uno stato in luogo che si traduce in un´ansia esistenziale che sembra impossibile poter trasparire tra la filosofia del cazzeggio e l´implausibilità  di luoghi e dramatis personae. Ogni quadro, ogni cimelio, ogni scorcio dissemina indizi funerei di un destino inesorabile al quale non si può sfuggire, in cui l´individuo finisce per annichilirsi e fondersi con la storia millenaria, sia che si voglia sottrarsi a quei codici morali che contraddistinguono la “categoria” come Ken e Ray, sia che li si voglia seguire fino all´estremo come Harry. Ci si rende conto, allora, che la commedia nera di McDonagh regge il confronto non solo con i classici del noir (citato L´infernale Quinlan), ma anche con le nuove onde inglesi e francesi del fenomeno. E anche quei momenti in cui si fa ricorso ad una visualità  autoriale (Roeg, Fellini) sono un plusvalore che non stona nell´originalità  dell´operazione, tanto da fargli perdonare perfino un finale anche fin troppo tirato per i capelli con il suo determinismo lombrosiano. Se poi ci si aggiunge un cast in cui, a parte un Farrell che – come già  detto – soffre di una mancanza di direzione recitativa, troviamo un maiuscolo Gleeson e un Ralph Fiennes (Harry) mai così cattivo dai tempi dell´Amon Goeth di Schindler´s List, non si capisce perché siate ancora lì che aspettate invece di fiondarvi in sala! Con una raccomandazione: potendo, scegliete il film con la sua parlata dublinese originale. Non ve ne pentirete.

VN:R_U [1.9.10_1130]
Rating: 0.0/5 (0 votes cast)
VN:F [1.9.10_1130]
Rating: 0 (from 0 votes)

Incoming search terms:

  • bruges pub birre
  • in bruges ken

Comments (2)

VA:F [1.9.10_1130]
Rating: 0 (from 0 votes)

Sì, mi hai fatto venir voglia di vederlo. Stasera DEVO andar a vedere Gomorra. ma al più presto seguirò il tuo consiglio.
baxi

VA:F [1.9.10_1130]
Rating: 0.0/5 (0 votes cast)
VN:F [1.9.10_1130]
Rating: 0 (from 0 votes)

Va bene Gomorra, va bene In Bruges, va bene pure Indiana Jones… ma non lasciamoci andare alle effusioni. La gente mormora e qualcun altro potrebbe intendere il veneziano! Va be’, vah, al massimo “baxetti”.

VN:F [1.9.10_1130]
Rating: 0.0/5 (0 votes cast)

Write a comment

i migliori Annunci Escort e Trans d'Italia