Shoot’em up
di Sara Sagrati
Smith è seduto su una panchina di notte in un sobborgo di Los Angeles. Se ne sta tranquillo a mangiare una carota quando si ritrova ad assistere ad un crimine: una donna in procinto di partorire viene inseguita da un uomo armato. L’uomo si sente in dovere di intervenire e armato, solo della sua carota, cerca di aiutare la donna che inizia ad essere il bersaglio di una sparatoria furibonda proprio mentre viene alla luce il bambino. Smith l’aiuta, ma riesce a salvare solo il neonato che a sua volta diventerà il bersaglio di una caccia all’uomo. Smith chiederà aiuto a Donna Quintana, prostituta con montata lattea sufficiente per il bebè. Sarà l’inizio di una roccamblesca ricerca della verità sui mandanti dell’omicidio attraverso sparatorie, inseguimenti e carote.
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L’isola di Nim è fuori da tutte le rotte commerciali e turistiche, e impossibile da raggiungere a causa del fondale basso. Per Jack, biologo marino, è il luogo adatto dove rintanarsi e dove crescere sua figlia, alla larga dal mondo civilizzato e dai bucanieri che anni prima hanno provocato la scomparsa in mare di sua moglie. E qui la piccola Nim cresce, nel pieno rispetto della natura e delle sue regole (e con l’aiuto della tecnologia moderna…). I suoi amici sono un pellicano, un’otaria e una specie di lucertola troppo cresciuta. La sua distrazione maggiore: i libri di avventura di Alex Roley, che arrivano periodicamente con la nave dei rifornimenti. La vita procede tranquilla e pacifica, fino a quando Jack, partito in barca per una spedizione, cessa ogni comunicazione con la bambina. Nim, rimasta sola e senza nessuno che si prenda cura di lei, chiama in suo aiuto nientemeno che Alex Roley…