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Gli abbracci spezzati

Harry Caine è il nome di uno sceneggiatore famoso. Ma è uno pseudonimo: il suo vero nome è Mateo Blanco. Un tempo era un regista promettente, ma un incidente gli ha portato via la vista e la donna che amava. Per lei aveva lottato anche contro il produttore del suo film (legittimo e gelosissimo marito...

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Posted by Marco Cavalleri | Posted in Cinema | Posted on 03-04-2008

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next1 NextChris Johnson può vedere il futuro. Peccato possa spingersi avanti nel tempo solo per un massimo di due minuti. Abbastanza per evitare guai immediati e vivere ai margini lucrando qualche puntata ai tavoli da gico di Las Vegas: putroppo per lui, abbastanza anche per suscitare l’interesse dell’FBI, che vuole sfruttarne le doti pre – cognitive per evitare il verificarsi di un catastrofico attentato a Los Angeles. All’inizio Chris è ben deciso a non collaborare, memore dei trascorsi tutt’altro che felici di quando nell’infanzia era stato sottoposto a tutta una serie di esperimenti. Ma quando i cattivi decidono di eliminarlo per evitare intralci e – soprattutto – rapiscono la sua compagna, la scelta è inevitabile…

Che il cinema di fantascienza sia la miglior proiezione di timori e speranze dell’oggi è cosa talmente risaputa da non meritare particolari richiami. Non fa eccezione Next, che arriva sugli schermi italiani sparando fin dai flani pubblicitari l’illustre primogenitura di Philip K. Dick, dal cui racconto The golden man la pellicola sarebbe liberamente tratta. Sul liberamente nulla da dire: sul tratto – e in generale sul senso dell’operazione invece c’è da ridire, e molto. Forse c’è più da ridere che da preoccuparsi, visto anche il modestissimo esito al botteghino dell’operazione (che infatti arriva da queste parti con un anno esatto di ritardo rispetto all’uscita americana): ma di fatto, come in Io sono leggenda, lascia davvero perplessi lo stravolgimento di senso che sottende alla trasposizione filmica. Il racconto di Dick parlava di un mutante che approfittava delle sue capacità  di previsione per mettere in scacco gli umani e sopravvivere in attesa di diventare la specie dominante. Qui siamo invece alle prese con la solita reincarnazione vagamente cristologica ed all- american, tale per cui il protagonista capisce l’insostituibilità  del suo ruolo e si rende pronto a sacrificare potenzialmente vita e amore pur di fare la cosa giusta. Stravolgimento del senso, come si diceva prima, ed ulteriore conferma di come esista un cinema dell’era Bush Jr. votato all’esaltazione delle virtù patrie e della sana religiosità  tradizionale in contrapposizione a un terrorismo portatore di anarchia e -naturalmente – di matrice russo/europea: dato in sé tutt’altro che consolante su quale sia il reale Stato dell’Unione. Per fortuna il film è talmente brutto da non farsi prendere troppo sul serio, lasciando da parte ben presto ogni velleità  per trasformarsi in un action movie ricolmo di buchi di sceneggiatura (uno su tutti: perché dei terroristi con una bomba atomica già  armata a Los Angeles dovrebbero preoccuparsi di compromettere il tutto per dare la caccia a qualcuno che ha due minuti scarsi di precognizione e vive a Las Vegas?), trapunto da dialoghi qua e là  davvero cretini, diretto in modo assolutamente corrivo da un Lee Tamahori che non ne ha più imbroccata una dai tempi dell’esordio con Once Were Warriors e recitato da un cast ben motivato a fornire una prestazione di tipo risolutamente alimentare. Con una nota di demerito particolare per il protagonista e produttore Cage, espressivo come il Pozzetto di Sono fotogenico – e alcuni primi piani fanno veramente ridere, sebbene si sospetti l’involontarietà  dell’effetto – e il cui unico aspetto tormentato è rappresentato dall’improbabile capigliatura. Breve, ed è il suo titolo di merito: siete avvisati.

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