Al capezzale dell’anziana Ann, Constance e Nina, le figlie, tentano un bilancio delle loro vite e fanno i conti con quella della madre, che presto mancherà. Constance sembra la più integrata e quella che ha ottenuto ciò che, di norma, si aspetta una donna sposata, mentre Nina deve fare i conti con la sua volubilità e una maternità non ancora metabolizzata. Ma se la vita può sembrare complicata per le donne moderne, il riferimento di Ann a Harris, l’uomo che più ha amato nella sua vita, apre alle figlie una ridda di considerazioni su come doveva essere la madre in gioventù – aspirante cantante finita a fare la mamma e a tirare su le figlie tra un matrimonio e l’altro –, e su chi doveva essere questo Harris. È anche l’occasione, per l’anziana malata, di tornare con la memoria al fatidico weekend in cui, damigella d’onore della cara amica Lila, durante il matrimonio conobbe Harris, ma scoprì anche quanto era perdutamente innamorato di lei – non ricambiato – il fratello di Lila, Buddy. Giorni di ansia per quello che riserva il futuro (Lila non è sicura di sposare l’uomo giusto), ma anche di grandi svolte sperando nel domani. Solo il presente può dare una risposta a tutti quei dubbi, ma il tempo ha ormai ridimensionato ogni cosa, e magari la saggezza acquisita da chi ha già vissuto può essere d’aiuto a chi ha ancora molta strada davanti a sé. Leggi articolo completo…