La volpe e la bambina
Dopo il successo mondiale de La marcia dei pinguini, il bellissimo documentario narrato sotto forma di favola sulla riproduzione dei piccoli abitanti dell’Antartide, Luc Jacquet ci riprova.
E stavolta racconta una favola in cui l’animale incontra l’uomo. Raccoglie i ricordi della sua infanzia e partendo da un incontro fortuito con una volpe costruisce la storia di un’amicizia lunga un’estate. Il racconto è un lungo flash back, in cui una donna adulta ricorda la strana avventura di cu è stata protagonista all’età di 10 anni.
L’operazione è complicata. La volpe è l’animale più sfuggente che si incontra in natura, il più imprevedibile, ma anche il più curioso: è capace di avvicinarsi alle case dell’uomo, senza nessun preavviso, e di mangiare dalle sue mani, e nel contempo può scomparire per settimane intere, senza farsi trovare.
La piccola protagonista della favola se ne rende conto a sue spese: dopo il primo incontro cerca inutilmente di ritrovare la volpe sulla sua strada. Ma durante la ricerca comincia a scoprire il mondo della natura, così diverso da quello cui è abituata. La scoperta non è indolore: durante una passeggiata nella neve in cui la bambina segue le impronte lasciate da tutti gli animali del bosco, cade e si frattura una caviglia.
Per tre lunghi mesi la bambina non può uscire di casa per riprendere la sua ricerca. In questi mesi però la sua curiosità non si placa, e attraverso un libro sulla vita delle volpi impara tutto ciò che è possibile conoscere sulla sua piccola amica.
Il suo percorso è raccontato anche allo spettatore, attraverso immagini documentaristiche che mostrano la vita quotidiana della volpe in assenza di occhi esterni. Grazie alla voce off queste immagini diventano le fantasie della bambina immersa nella lettura, e ci si ritrova a sobbalzare sulla sedia quando la volpe rischia di diventare la colazione della lince…
Quando la bambina può ricominciare ad uscire di casa, il suo primo pensiero è tornare nella foresta. Ricomincia la ricerca, ma stavolta, e forse grazie al lungo periodo trascorso senza potersi muovere, la bambina impara ad essere più paziente e più in sintonia con il mondo della natura. La natura a sua volta comincia a mostrarsi, come se cominciasse a riconoscere la bambina come parte integrante. E un giorno, in mezzo a questa natura, ricompare anche la volpe.
Da questo momento in poi, con fatica e con non poche incomprensioni, la volpe e la bambina cominciano a diventare amiche, anche se la loro amicizia è del tutto particolare e scandita dai tempi dell’animale. Proprio quando la bambina dimentica il rispetto per la piccola volpe e confonde l’amicizia con il possesso, il rapporto tra le due subisce un duro colpo.
Per la bambina sarà una dura lezione che ad anni di distanza impartirà a suo figlio, insegnandogli che alla base dei rapporti affettivi con chiunque, animale o essere umano, deve esserci il rispetto.
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