Teatro: Dignità autonome di prostituzione
Posted by Davide Verazzani | Posted in Teatro | Posted on 20-03-2008
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C´è un bordello dove si agitano “una” vistosa maitresse, con un fratello cerebroleso, una sorella frigida e una fidanzata oca giuliva. Ci sono una gran varietà di prostitute e prostituti (fra cui maitresse e famiglia), che si danno in pasto ai clienti senza posa, garantendo qualche minuto di piacere in cambio di un pagamento prestabilito e, chissà mai, di un´adeguata mancia. C´è “una” cantante che intrattiene i clienti attingendo a un repertorio generalmente caro alle comunità gay. E in mezzo a loro, uno strombazzante amministratore che, nel casino (è proprio il caso di dirlo) detta i tempi della rappresentazione. Vista così, l´ultima piece diretta dal regista laziale Luciano Melchionna (coadiuvato nella stesura da Elisabetta Cianchini) potrebbe sembrare una rivisitazione delle commedie degli equivoci alla Marivaux o dei drammi libertini del Settecento francese. Ma non è proprio così, e dietro al velo di Maia dell´illusione scenica si cela la forza di uno degli spettacoli più coinvolgenti della stagione italiana.


