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Prospettive di un delitto

Posted by Tullio Di Francesco | Posted in Cinema | Posted on 02-03-2008

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prospettive di un delitto.miniatura Prospettive di un delittoIl presidente degli Stati Uniti deve presenziare ad una conferenza sulla pace a Salamanca. A vigilare sulla sua incolumità  ci sono gli agenti Kent Taylor e Thomas Barnes. Quest´ultimo ha già  rischiato la vita per salvare il capo di stato da un attentatore, e il suo reintegro proprio in occasione di un incontro così importante non è visto di buon occhio da colleghi e superiori, che lo ritengono ancora troppo instabile. Neanche farlo apposta, un paio di colpi d´arma da fuoco e il presidente è a terra. Un paio di esplosioni, subito dopo gettano la città  spagnola nel caos. Toccherà  a Barnes dipanare una faccenda che si presenta ai nostri occhi attraverso otto punti di vista, otto prospettive (umane e tecnologiche) che riveleranno la verità  solo dopo essere state ricomposte assieme…

È forse la prima volta in cui un film che tratta del relativismo dei punti di vista non si debba far risalire a capisaldi come Rashomon e Quarto potere (d´altra parte là  la verità  era inaccessibile, qui, più ottimisticamente, è riconducibile ad un lieto fine), ma piuttosto alla sintassi temporale che recenti serie televisive americane come 24 e Lost (spia evidente la presenza di Matthew Fox/Taylor) hanno dettato alla narrazione cinematografica. Difatti, tolta di mezzo ogni pesante eredità  nei confronti della tradizione, quello che ci rimane è un thriller che cerca un´originalità  nella ripetizione ad anello dello stesso episodio visto da otto differenti punti di vista.
Diciamo subito che dopo la terza/quarta volta che l´effetto “rewind” si riattiva riavvolgendo il tutto fino al fatidico mezzogiorno di fuoco dell´attentato, l´escamotage incomincia a far prudere le mani. Immaginare, poi, di dover arrivare a otto fa rimpiangere di non avere in mano un vero telecomando con la funzione “fast forward”.

Tuttavia bisogna riconoscere che il giovane e ancora poco noto Pete Travis, il regista, sa come far montare la suspense tra una transizione e l´altra, e se si riesce a passar sopra ad una trama che, tanto per cambiare, strumentalizza la xenofobia americana (ah, cara vecchia, infida Europa) e chiede allo spettatore di integrare più di quello che la sceneggiatura riesce a spiegare (qualcuno ha capito chi sono questi terroristi?); o, ancora, se si riesce a sacrificare la plausibilità , siamo in presenza di un medio prodotto d´intrattenimento che per un´ora e mezza fa il suo dovere e mantiene ciò che promette. Merito anche di un montaggio firmato dallo specialista Stuart Baird (Arma letale 1 e 2, Casino Royale), che ci regala un inseguimento automobilistico per le vie di Salamanca (ricostruita in Messico) che, fatta salva la sospensione dell´incredulità , non sfigurerebbe nel Braccio violento della legge e in Vivere o morire a Los Angeles di William Friedkin o nel Ronin di John Frankenheimer.
Il casting nelle parti secondarie è particolarmente azzeccato, mentre il comparto divi americani (William Hurt, Sigourney Weaver, Forest Whitaker), per quanto convenzionale nella caratterizzazione, è sempre di alto livello. Dennis Quaid (Barnes), poi, appartiene a quella generazione di attori tutti d´un pezzo che più invecchiano e più diventano interessanti, ed è sempre un piacere ritrovarlo sullo schermo.

Un ultimo rammarico: la recente uscita di film come [Rec] e Cloverfield non fa che svalutare l´effetto-verità  della realtà  ripresa dalle videocamere. La distribuzione di questo Prospettive di un delitto a distanza così ravvicinata, con il personaggio simil-Zapruder di Whitaker che vive per filmare oltre ogni ragionevole limite di credibilità  â€“ come già  succedeva nella creatura di J.J. Abrams – desta solo un senso di irritazione per quella che è ormai solo una moda.
Ripensando a un titolo come Omicidio in diretta (che in qualche maniera si può avvicinare a questo), un regista della levatura di Brian De Palma avrebbe saputo trarre un gioiellino da un simile spunto. Così com´è, tra qualche anno, magari guarderemo con simpatia il film di Travis in qualche ennesimo passaggio in televisione. Tutto sommato, la sua collocazione ideale.

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