L’innocenza del peccato
Posted by Giuliana Dea | Posted in Cinema | Posted on 19-02-2008
Tag:Benoit-Magimel, Chabrol, Francia, Innocenza-del-peccato, La-donna-tagliata-in-due, Ludivine-Sagnier, Venezia
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Gabrielle, giovane conduttrice televisiva, viene sedotta e manipolata da un maturo ed egocentrico scrittore sposato Charles Saint-Denis , che ne fa un´amante esperta e la introduce ai giochi viziosi del jet set parigino. Abbandonata dall´anziano amante, la ragazza si consola tra le braccia di Paul Gaudens, giovane miliardario psicologicamente instabile, da tempo innamorato di lei, e arriva addirittura a sposarlo. Ma il giovane non resiste alla gelosia e il triangolo amoroso avrà conseguenze imprevedibili.
Il titolo scelto dai traduttori italiani non rende giustizia all´ultimo film di Chabrol. Meglio sarebbe stato mantenerlo in francese. La traduzione letterale è infatti ‘la ragazza tagliata in due´, e nonostante l´immagine macabra che porta alla mente è la migliore sintesi che si possa trovare per descrivere la storia narrata.
La storia in apparenza è semplice, quasi già vista: Gabrielle è una ragazza ambiziosa ma ancora al di fuori dall´ambiguità del mondo in cui cerca di entrare. Non è un caso che la sua prima immagine sia davanti al cromakey di uno studio televisivo, dove lavora come annunciatrice del meteo: non esiste nulla di più finto della macchina televisiva, ed è proprio attraverso tale filtro che incontra Charles, scrittore maturo, sposato e avvezzo ad un mondo finto quasi come quello della televisione, semplicemente più ipocrita e pronto a giustificare dietro la libertà di pensiero ogni tipo di comportamento. L´impatto con questo mondo per Gabrielle, che è davvero libera da preconcetti di qualunque tipo, si rivela devastante quando Charles la lascia, senza una spiegazione. Questo è il momento in cui Gabrielle potrebbe rendersi conto di avere scambiato per amore quello che in realtà per Charles è stato solo un gioco. Ma a questo punto, privata di tutte le sue forze dalla depressione, finisce per trovare un´ancora di salvezza nel giovane Gaudens, un uomo che la corteggia ossessivamente. Paul è affascinante, bello, ricco, e Gabrielle lo crede innamorato. Si vocifera che per curare un amore finito male non ci sia nulla di meglio di un uomo sinceramente innamorato. Così Gabrielle finisce per appoggiarsi a lui, in piena buona fede. In realtà Paul è un giovane disturbato mentalmente, con alle spalle una serie di problemi psichici sempre nascosti dalla famiglia. E quando Gabrielle, ormai diventata sua moglie, decide per onestà di raccontare al marito tutti i retroscena della storia con Charles, l´ossessione di Paul riprende forma con una potenza devastante, che arriva a conseguenze tragiche. A salvare Paul è sua madre: una donna che per gran parte della storia ci appare poco intelligente e superficiale, ma che si rivela di una crudeltà inaudita quando è il momento di difendere la sua famiglia e i privilegi del suo rango. Mettendo da parte ogni scrupolo, convince Gabrielle, devastata per la perdita di Charles ma pur sempre sposata con Paul, a svendere in tribunale la sua storia, scaricando la responsabilità morale di quanto accaduto sulla memoria dello scrittore e mettendo in piazza la sua vita privata. La salvezza di Paul costa a Gabrielle una pubblica umiliazione e il ripudio da parte della famiglia Gaudens, che la sacrifica con un certo sollievo.
La lacerazione che taglia in due Gabrielle viene perfettamente riprodotta nell´ultima scena in cui la vediamo protagonista di un numero di illusionismo, dove per un´unica volta l´illusione viene esplicitata. Niente è mai come sembra, in questa storia, a parte Gabrielle, che è l´unico personaggio onesto e incapace di cedere alla finzione. E che ha un brusco risveglio durante l´ultimo incontro con la suocera, in cui si deve rendere conto suo malgrado che l´integrità morale mantenuta fino alla fine non serve a nulla in un mondo fatto di finzione, ipocrisia e malignità che l´ha cacciata in malo modo. Forse per questo si abbandona alle lacrime durante il trucco che la vede protagonista: il trucco della donna segata in due.
Quella portata sullo schermo da Chabrol è una sceneggiatura precisa, priva di sbavature, complicata dal sottotesto portato avanti nei dialoghi, senza cedimenti. A questo va aggiunta la perfezione dei personaggi scelti per interpretarla, mai sopra le righe, sempre misurati anche dove potrebbe risultare difficile essere credibili, come nei momenti di follia messi in scena da Benoit Maginel.
In definitiva è un film da vedere.


