Scusa ma ti chiamo amore
di Giuliana Dea
Alex, 37 anni, pubblicitario con una bella carriera, e Niki, quasi diciott’anni, con il diritto sancito di divertirsi e di buttarsi nella vita a capofitto, possibilmente insieme alle amiche. Due vite che si scontrano improvvisamente: lui, in automobile, distratto dai suoi problemi (Elena, la sua compagna, lo ha lasciato senza un motivo); lei, sul motorino, con una guida fin troppo disinvolta. La ragazza rovina a terra, illesa. Non è lo stesso per motorino. Niki costringe Alex ad accompagnarla a scuola, e da questo momento i due cominciano una strana frequentazione, che finisce per diventare una storia d’amore, suggellata dall’approvazione dei reciproci amici. Quando sembra che tutto possa andare per il meglio (Alex festeggia il successo di una campagna pubblicitaria, dovuto anche all’apporto di Niki), Elena si ripresenta a casa di Alex, e l’uomo tronca la storia con Niki senza una spiegazione, tornando alle vecchie abitudini di trentasettenne convivente. Ma le sorprese non sono finite…
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Salomon “Sally” Sorowitsch è un abilissimo falsario ebreo, un fascinoso bohemien dal sorriso disarmante e dalla conquista facile. Nel 1936 viene arrestato a Berlino, e finisce a Mauthausen a spaccare pietre. Grazie alle sue abilità pittoriche, riesce a ingraziarsi il direttore del campo e godere di un trattamento privilegiato, finchè, nel 1944, viene trasferito a Sachsenhausen. Qui i nazisti hanno raccolto alcuni internati che, in virtù delle loro specializzazioni, daranno vita a un’operazione di falsificazione con l’obiettivo di stampare montagne di sterline e di dollari, così da finanziare il proseguimento della guerra e, a lungo termine, di inondare di carta moneta fino al collasso i mercati