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Lars e una ragazza tutta sua

Posted by Marco Cavalleri | Posted in Cinema | Posted on 07-01-2008

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lars1 Lars e una ragazza tutta suaLars Lindstrom è un ventisettenne che anche il più benevolo dei vicini descriverebbe come uno sfigato. Vive in un garage riattato davanti alla casa del fratello Gus e della cognata Karin in dolce attesa, lavora in un ufficio squallido e ha una paura patologica del contatto fisico: e anche le attenzioni della dolce Margot, compagna di lavoro, cadono costantemente nel vuoto. Finché un giorno si presenta alla porta di casa di Gus dicendo di aver conosciuto una ragazza su Internet, Bianca. Che però non sa la lingua ed è costretta su una sedia a rotelle. I parenti sarebbero comunque ben lieti di festeggiare, se non fosse che la supposta conquista è una bambola gonfiabile “anatomicamente corretta”, come recita la pubblicità  del sito di acquisto. A questo punto l´intera comunità  si trova di fronte a un dilemma: far internare Lars o provare ad assecondarlo nella sua difficile maturazione sentimentale ed umana?

Lars e una ragazza tutta sua (ma il titolo originale, Lars and the real girl, diceva di più e meglio: un´altra battaglia perduta contro i titolanti del Belpaese), opera d’esordio dell’apprezzato videomaker Craig Gillespie, ha vinto il premio del pubblico all´ultimo festival di Torino, ed è in corsa per un Golden Globe al protagonista Ryan Gosling. Allori meritati? Sicuramente sì. Intendiamoci, siamo di fronte alla classica produzione indipendente americana, per cui non c´è da aspettarsi né un cinema esteticamente bello da vedere né qualcosa di particolarmente coraggioso o trasgressivo: ma la pellicola cattura comunque l´attenzione e si fa ricordare volentieri. Merito soprattutto di una sceneggiatura a firma Nancy Oliver (già  scrittrice di diversi episodi di Six feet under: probabilmente non è un caso) tolivche, partendo da uno spunto assolutamente paradossale (e quasi inevitabilmente destinato a scadere in farsa o grottesco) sa costruire una tragicommedia che fa pensare a un Frank Capra o a uno Sturges riaggiornati al grande freddo sentimentale dei nostri tempi. Nell´immagine del paesino che si fa in quattro per assecondare l´evidente follia del giovane (e che, soprattutto, si scopre migliorato dalla comparsa di Bianca, bambola gonfiabile in grado di tirar fuori a ciascuno il meglio di sé) scorrono gli accenti dell´America che fu un sogno per gli spettatori di varie generazioni, quella del Paese delle seconde possibilità : e anche la (improbabile) tragedia finale è occasione, non solo per l´imbranato protagonista, per una crescita interiore in grado di innescare un nuovo inizio. Quasi a dire che qualunque amarezza e ogni follia possono essere riassorbite laddove ci sia la volontà  di farlo. Lars, toccato dal dolore fin dalla nascita (la madre è morta nel darlo alla luce, scopriremo nel corso della pellicola, e il padre per questo l´ ha sempre rifiutato) vuole solo star bene e accetta serenamente il rischio della pazzia pur di poterlo fare: nell´accettare le conseguenze del suo atteggiamento a crescere sarà  l´intera, depressa comunità  di cui fa parte. Con una speranza appena accennata di lieto fine che vale più di qualunque “happy end” hollywoodiano. Scritto magnificamente, e dato il soggetto non era facile, Lars e una ragazza tutta sua ha dalla sua anche un atout formidabile, un Ryan Gosling capace di dare al suo ragazzone scentrato tocchi di un´ umanità  dolente da far commuovere anche il più incallito degli spettatori. Certo, il ritmo è fin troppo pausato: certo, la speranza è fin troppo volontaristica. Un Ferreri ne avrebbe tratto un quadro al vetriolo, qui scivoliamo semmai nella voglia di tenerezza. Ma, con tutto questo, un film senz´altro da vedere. Non foss´altro che perché ogni tanto è bello imbattersi nell´intelligenza.

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E’ vero però quando l’ha fatto con I love you in cui Christopher lambert si innamora di un porta chiavi a cui si rivolge con l’epiteto del titolo (e comunque di Ferreri soprattutto di fronte a film buonisti come Bianco e Nero se ne sente la mancanza )era un altro genere,li’ grottesco, qui una commedia che assomiglia ad una favola, ed anche un film non completamente riuscito.
icinemaniaci.blogspot.com

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