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Irina Palm

Posted by Tullio Di Francesco | Posted in Cinema | Posted on 16-12-2007

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irina palm.miniatura Irina PalmMaggie è una rispettabile vedova di mezza età  un po´ tracagnotta, indossa sempre un paio di stivali e un paltò con i quali deambula per le strade, è amica delle pettegole del villaggio, madre di un giovane rappresentante della modesta classe lavoratrice inglese, suocera di una bionda nuora che a malapena la sopporta e nonna di un bel bambino che, purtroppo, soffre di una rara malattia forse curabile solo con una costosa cura in Australia. È che ormai Maggie e i suoi cari hanno venduto la casa e tirato la corda più che possono, le banche non scuciono più il becco di un quattrino e per loro è impossibile trovare i soldi per la cura. Bisognerebbe che anche Maggie si trovasse un lavoro, ma alla sua età  chi mai potrebbe assumerla? È quello che sembra chiedersi anche lei quando, scoraggiata dai continui rifiuti, un giorno trova il coraggio di entrare in un locale a luci rosse di Soho in cerca un´”hostess”. Per quanto perplesso, il proprietario, un immigrato slavo, si accorge della morbidezza dei palmi delle sue mani e decide di metterla alla prova: dietro una parete con un unico piccolo foro, nascosta agli avventori, Maggie dovrà  specializzarsi in veloci “lavoretti di mano”. Nasce così la leggendaria Irina Palm e le file davanti al buco si fanno sempre più lunghe…

Se non lo aveste ancora fatto, il consiglio più caloroso che vi si possa dare in questo freddo Natale è di ritagliarvi un po´ di tempo in mezzo alle compere natalizie per entrare al cinema e assistere, grazie all´intercessione della mai troppo lodata Teodora Film di Vieri Razzini che già  in passato ci ha presentato molti titoli interessanti, a quella che sicuramente è una delle pellicole più interessanti e divertenti di questo scorcio di stagione, centomila volte meglio delle solite sòle che ci vengono propinate nel periodo natalizio: Irina Palm di Sam Garbarski. Senza voler esagerare come è stato fatto al festival di Berlino, dove il film è stato presentato e, si dice, omaggiato con una standing ovation di dieci minuti, bisogna riconoscere che la pellicola, presentata nel frattempo anche al Torino Film Festival e che sta raccogliendo un po´ dappertutto critiche entusiastiche, è un perfetto esempio di commedia di costume che fustiga i perbenismi ancora imperanti nel mondo a cavallo tra piccola borghesia e proletariato non solo inglese e che, contemporaneamente, sa anche – cosa che non guasta – toccare il cuore grazie ad una mestizia di fondo sottolineata dalla lente dissolvenze, e alla sua icastica ironia nonostante un tema tuttaltro che morigerato.

Della sua filiazione kenloachiana, data l´ambientazione urbana, il sostrato sociale e perfino un accenno di guerra di classe, già  si è detto altrove. Piuttosto ci piace far rilevare come il film giochi sulla contrapposizione essere/apparire, non certo in maniera meramente edonistica come si poteva intendere magari negli anni Ottanta, ma in un´opposizione che è tipica dell´immaginario sessuale, dove si combatte costantemente una battaglia tra fantasia e realtà , tra oggetto del desiderio e oggetto reale. Qui, come nella migliore tradizione del rovesciamento comico, il mercato del sesso è elemento catartico capace di far ritrovare agli individui il loro vero valore. L´aspetto triviale è semmai quello della clientela (un lapsus stava per farmi scrivere “pubblico”) che corre a consumare lo sbrigativo atto sessuale immaginandosi la più stupenda donna dei propri sogni oltre la parete, non immaginando nemmeno lontanamente quale possa essere la realtà . Ed è solo quando Maggie riesce ad accettarsi come Irina Palm che riesce a trovare finalmente la radice più profonda di se stessa, a farsi guardare con occhi nuovi dal figlio e dalla nuora (non dal bambino: il nipote ha sempre saputo quanto stupenda è la sua nonna), a guardare sotto l´apparenza dell´amicizia di comodo delle “amiche” pettegole – da una delle quali è stata pure cornificata – che attribuiscono importanza soltanto alla finzione del decoro. Sintomaticamente, l´unico capace di vedere oltre il velo dell´apparenza è proprio Miki, il drop out proprietario del sexy show (interpretato con quella che è la seconda felice intuizione del casting da Miki Manojlovic, l´attore feticcio di Emir Kusturica), che nelle fattezze di Maggie riconosce la vera sembianza di Irina Palm (lui che ha creato il nome perché è esotico e perché, la prima volta, l´ha fatto con una Irina).

Invece la prima felice intuizione del casting da parte di Sam Garbarski, giovane regista al suo secondo lungometraggio dopo Le tango des Rashevski, è stata quella di scegliere come protagonista Marianne Faithfull, senza la quale il film non avrebbe senso. Oggi Marianne, come Maggie, è una signora di mezza età , ma un tempo è stata la musa della cultura della Swingin´ London, della Nouvelle Vague francese e del Free Cinema inglese, amante di Mick Jagger e, come lui, delle droghe leggere e pesanti, cantante sia sui palchi dei concerti che su quelli teatrali. Insomma, più Irina Palm della stessa Irina Palm!

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