La bussola d’oro
Posted by Davide Verazzani | Posted in Cinema | Posted on 14-12-2007
Tag:Dakota-Blue-Richards, fantasy, Il-signore-degli-anelli, La-bussola-doro, Nicole-Kidman, Peter-Jackson, Philip-Pullman, Tolkien
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In un universo parallelo al nostro, dove gli umani sono accompagnati da un animale che simboleggia fisicamente l’anima di ognuno, la dodicenne Lyra Belacqua trascorre le giornate fra gli studi del Jordan College e i giochi con i piccoli gyziani, figli di marinai nomadi che scorrazzano nei campi. Per caso salva la vita dello zio Asriel, uno scienziato che sta ottenendo fondi per una spedizione nell´Artico alla ricerca delle origini della misteriosa Polvere che collega il suo mondo con altri paralleli, dagli intrighi di un emissario del Magisterium, sorta di autorità morale che presiede le attività intellettuali. Un´affascinante donna appartenente al Magisterium, miss Coulter, ottiene l´affidamento della piccola Lyra, per aggregarsi con lei alla spedizione di Asriel (che nel frattempo viene rapito dai Salmodiani, un popolo guerriero abitante del freddo Nord); in realtà , il suo obiettivo è quello di portare la piccola a Bolvangar, sperduta stazione artica dove gli Ingoiatori si appropriano delle anime dei bambini.
Ma Lyra sfugge all´agguato, e si unisce a un gruppo di gyziani in cerca dei propri figli rubati dagli Ingoiatori. La banda viene completata dal bizzarro cowboy Scoresby, dall´orso guerriero Iorek Byrnison e dalla bellissima strega Serafina Pekkala. Fra disvelamenti e battaglie, il gruppo riuscirà a liberare i bimbi da Bolvangar, sconfiggere i terribili Tartari che la presiedono e iniziare il viaggio alla ricerca della Polvere e del perduto Lord Asriel.
In un momento in cui il fantasy è talmente di moda da diventare noiosamente mainstream, e dopo il successo straordinario dei tre film tratti da Il signore degli anelli, adattare per il grande schermo il primo, e fortunatissimo, romanzo della trilogia letteraria di Philip Pullman Queste oscure materie poteva sembrare un abile tentativo di cavalcare l´onda. Al di là delle considerazioni di tipo economico-produttivo, che hanno fatto propendere la New Line Cinema per il tentativo, vi è da dire che c´è, nel substrato stesso dell´opera di Pullman, qualcosa che lo differenzia dal resto del fantasy. Nella struttura strettamente archetipica del mito, infatti, che si nutre del junghiano viaggio di un eroe (un´eroina, in questo caso, e per giunta bambina) alla ricerca della salvezza per un intero popolo, si aprono corridoi meno usuali dove a prevalere c´è una sorta di anarchia collettiva, contrapposta alla subdola mellifluità del fondamentalismo. Il Magisterium non è semplicemente un potere malvagio, o una dittatura in fieri da abbattere, ma una vera e propria setta che ha i crismi della religiosità ufficiale, e ne utilizza i parametri manipolatori. Non ci stupisce, quindi, la levata di scudi delle gerarchie ecclesiastiche alla notizia della realizzazione della pellicola, ma riteniamo che papa e cardinali possano stare tranquilli: il sottotesto anticattolico è accuratamente fra le righe, come impongono i vincoli megaproduttivi planetari, e la sua unica raffigurazione consiste in una vaga rassomiglianza della sede del Magisterium con S.Pietro (peraltro appaiata, per par condicio, alla pressocchè totale identificazione di Bolvangar con una moschea…). Tolta ogni pretesa politica, resta da dire che il film è un´accurata traduzione cinematografica di quanto chiunque si possa aspettare da un´opera fantasy: visivamente ortodosso, con effetti speciali di notevole spessore (anche se la parte riguardante gli orsi del Nord appare graficamente raffazzonata), irrimediabilmente ovvio nello svolgersi della vicenda, anche se non intriso delle lungaggini che hanno reso spesso indigeribile la saga jacksoniana de Il signore degli anelli.
Le note migliori vengono dagli interpreti: meravigliosa la piccola Dakota Blue Richards, un viso da elfo e uno sguardo da regina, perfettamente compatibile con le particolarità da creatura eletta di Lyra, guasconamente malvagio Derek Jacobi nei panni dell´emissario del Magisterium, e soprattutto perfidamente sottotono Nicole Kidman, alle prese con un ruolo (miss Coulter) che, cozzando con la sua immagine delicata e rarefatta, le apre nuove prospettive di carriera e premia il coraggio anticonformista del regista Chris Weitz. Il quale, dopo la demenzialità di American pie e le delicatezze di About a boy, si conferma un eclettico artigiano della celluloide, conducendo in porto con fresca leggerezza un film che, pur non essendo del tutto adatto a un pubblico di bambini, ne sottolinea la purezza e la funzione salvifica.



La levata di scudi della chiesa mi ha stupita, probabilmente era più comprensisibile nei confronti del libro, che ho appena comprato per leggerlo con gusto dopo aver visto il film che mi è piaciuto. Non sono una ragazzina e non l’ho trovato adatto agli spettatori più giovani, che tuttavia possono trovare materia di interesse nella parte spettacolare e avventurosa. Buon anno e complimenti per il blog. Annarita