In evidenza

Locarno 64 – Contro le buone intenzioni

Una scena di "The loneliest planet"Avviene spesso che alla base di un film vi sia un’idea originale, magari addirittura geniale, e che questa venga poi vanificata da una sceneggiatura inadeguata, da un montaggio sbagliato, da una recitazione raffazzonata. Piu’ spesso ancora, pero’,...

Continua a leggere...

La promessa dell’assassino

Posted by Davide Verazzani | Posted in Cinema | Posted on 11-12-2007

Tag:, , , ,

7

promessadellassassino La promessa dellassassino Anna, una giovane ostetrica londinese di origini russe, vede morire per emorragia fra le sue braccia una giovanissima e sconosciuta ragazza russa, che riesce però a dare alla luce un bambino. Sconvolta da quanto è accaduto, Anna, decide di tradurre il diario che ha trovato nella borsa della ragazza per rintracciarne i familiari cui affidare il bimbo. Visti i dinieghi dello zio, un sedicente ex agente del KGB ormai dedito all´alcool, Anna si rivolge a Semyon, gestore di un ristorante russo vicino a casa sua: mal gliene incoglie, però, perché costui non è altri che uno dei capi della mafia russa londinese, e il ristorante è solo la facciata per azioni di contrabbando di alto livello. Inoltre, la ragazza era finita in un giro di prostituzione gestito e alimentato da Kirill, il figlio debosciato di Semyon, e nel diario vi sono rivelazioni scottanti che potrebbero rovinare gli affari mafiosi dei russi. Per sbarazzarsi del diario e della ragazza, Semyon si affida a Nikolai, il silenzioso e massiccio autista/amico di Kirill, facendolo entrare, con una procedura d´iniziazione, nel ristretto giro degli appartenenti alla mafia russa. Ma la vicenda prenderà  una piega diversa da quanto Semyon si aspetta…

David Cronenberg sembra aver inaugurato una nuova e prolifica stagione artistica, basata sull´utilizzo del film di genere per raccontare i temi che più gli stanno a cuore. Scavalcando dunque gli intellettualismi di Spider e Crash e le sulfuree inclinazioni horror di Existenz, il regista canadese, dopo la virata verso il thriller del precedente History of violence, si avventura nei territori del noir, utilizzandone gli stilemi sia estetici (il buio del ristorante, il nero delle macchine russe e degli abiti dei mafiosi, contrapposto al biondo dei capelli di Anna e al bianco lucente della casa dove vive) che narrativi (la tensione che cresce man mano, la rappresentazione della malavita, i regolamenti di conti). Nel far ciò, Cronenberg non dimentica peraltro di essere un autore di razza, e pur rispettando i canoni del genere infarcisce la vicenda di sottotesti più o meno espliciti, che rendono la pellicola un raro connubio fra pretese elevate e attenzione verso il pubblico. La prima lettura ci porta, com´è usuale nel caso di Cronenberg, alle sue ossessioni anatomiche: sul corpo di Nikolai, personaggio cardine dell´intero film, è scritta la sua storia, visibile attraverso tatuaggi che diventano una via crucis di identificazione letterale; la sua pelle può essere motivo di trionfo (l´appartenenza alla mafia, simboleggiata da alcune stelle tatuate) o di morte (l´agguato nella sauna, causato dall´errata interpretazione dei simboli tatuati), e l´attenzione a non muoversi, se non impercettibilmente, anche nelle scene clou ne fanno un´icona quasi religiosa, che viaggia necessariamente al di là  del bene e del male, fino a un´ultima inquadratura di raggelante fissità  e spettrale perfezione.
Come raramente è accaduto nell´ultimo Cronenberg, il sottofondo morale che permea la sua opera si trasforma in analisi politica, analizzando (anche se in maniera marginale) i perversi rapporti fra Stati, che determinano l´esistenza di poteri occulti e organizzazioni malavitose e accettano l´omicidio come arma rituale per perpetrare uno status quo che fa comodo a tutti; l´ambigua figura del commissario di polizia che indaga sulle attività  mafiose è il perno di questa visione e il dialogo fra lui e Nikolai è un culmine di pessimismo e cinismo opportunista che non sempre si ritrova nel cinema di Cronenberg.
Il rapporto luce/tenebra, tipico del noir, diventa per il regista canadese la possibilità  di sfoggiare in maniera elegante e ineccepibile il suo moralismo: la vita tenebrosa del “diavolo” Nikolai è il necessario viatico per l´esistenza della luce, quasi a rimarcare il fatto che il bene non può fare a meno del male per esistere e rafforzarsi. Il sottofinale, che contrappone Nikolai e Anna in un confronto ricco di pathos e altamente drammatico, è il modo migliore, per Cronenberg, per rimarcare il concetto stesso della necessità  di un lato oscuro, che si frammischi da antagonista alla “ordinary people” con cui condividiamo l´esistenza.
Splendidamente interpretato da un Viggo Mortensen, che nella sua vacuità  immobile è il miglior feticcio dell´odierna poetica cronenberghiana, e da una Naomi Watts stupita e emozionante, il film si avvale di una sceneggiatura da applausi dell´esordiente Stephen Knight, che fa della classicità  dell´intreccio il suo punto forte, usa ottimamente la voce fuori campo della giovane che legge i brani del suo diario per contrappuntare lo svolgimento della vicenda e non sbaglia alcuno snodo drammaturgico.
Un capolavoro, la cui violenza sotterranea permea di angoscia la visione, ma assolutamente da non perdere.

VN:R_U [1.9.10_1130]
Rating: 0.0/5 (0 votes cast)
VN:F [1.9.10_1130]
Rating: 0 (from 0 votes)

Comments (7)

VA:F [1.9.10_1130]
Rating: 0 (from 0 votes)

Film intenso e coinvolgente, che ho molto apprezzato e che mi ha fatto venir voglia di approfondire la conoscenza con Cronenberg. Grazie per il bellissimo post. Annarita.

VA:F [1.9.10_1130]
Rating: 0.0/5 (0 votes cast)
VA:F [1.9.10_1130]
Rating: 0 (from 0 votes)

Ciao,è la seconda volta che intervengo nel vostro bel sito e lo faccio per parlare di uno dei miei autori preferiti ed in riferimento alla tua bella critica…io ho trovato il film veramente deludente e banale dal punto di vista cinematografico..nell’uso dei codici di genere, cosicome della messa in scena del microcosmo umano e come tu dici politico.Ma sopratutto non ho trovato Cronemberg e la sua visione..d’altronde e qui tu mi aiuti a capire il perchè di tanto scoramento Cronemberg è sempre stato al di la della morale…basta ricordare L’incipit di Naked Lunch “NIENTE è VERO, TUTTO è PERMESSO” e d’altronde dopo un film così doloroso come Crash(e si sono d’accordo intellettuale se per esso intendi cerebrale…fatto di passioni congelate…-e torniamo ancora al Pasto nudo- perchè mediate ,compresse dalla mente oltre che dal corpo) che io reputo il suo capolavoro e così moderno da stare anni luce in avanti rispetto al nostro tempo, è normale essere svuotati, non avere pur niente da dire;Successe anche a Welles dopo Quarto potere, può succedere anche a Cronemberg senza che questo ne metta in discussione la grandezza.Per quanto riguarda i generi il canadese li aveva frequentati in passato con film tipo The Dead zone (che rimanda all’interzone di Naked Lunch) da king e soprattutto The Fly, un capolavoro del genere horror…paradossalmente c’è molto piu Cronemberg in Lust Caution di Lee che ne “La Promessa dell’assassino”…

VA:F [1.9.10_1130]
Rating: 0.0/5 (0 votes cast)
VA:F [1.9.10_1130]
Rating: 0 (from 0 votes)

Scusate nma il mio intervento dov’è finito?ciao
nickoftime

VA:F [1.9.10_1130]
Rating: 0.0/5 (0 votes cast)
VA:F [1.9.10_1130]
Rating: 0 (from 0 votes)

ha scusate ma prima non c’era, comunque un ultima cosa , lo sceneggiatore aveva già scritto il film di Frears sul traffico di organi, quello con Andery Tatou ciao
nickoftime icinemaniaci.blogspot.com

VA:F [1.9.10_1130]
Rating: 0.0/5 (0 votes cast)
VA:F [1.9.10_1130]
Rating: 0 (from 0 votes)

Inviterei nickoftime a leggersi il romanzo di Ballard “Crash”, molto più estremo dell’algido film di Cronenberg, ma piuttosto intraducibile al cinema. Cronenberg ha fatto una delle scelte possibili per la trasposizione: curiosamente, una tra le più innocue.

VA:F [1.9.10_1130]
Rating: 0.0/5 (0 votes cast)
VA:F [1.9.10_1130]
Rating: 0 (from 0 votes)

Verpo, nickoftime. L’ho saputo solo dopo avere scritto l’articolo, e mi sembrava deontologicamente scorretto cambiare la recensione per eliminare il refuso. La carta stampata non ha questi privilegi, ed io sono irrimediabilmente legato, mentalmente, al cartaceo… Curiosamente, su altri siti in cui mi ero documentato e nella stessa cartella stampa la sua precedente sceneggiatura non era menzionata.

VA:F [1.9.10_1130]
Rating: 0.0/5 (0 votes cast)

Write a comment

i migliori Annunci Escort e Trans d'Italia