Hitman – L’assassino
Posted by Marco Cavalleri | Posted in Cinema | Posted on 09-12-2007
Tag:assassino, Gens, Hitman, Pakula, Playstation, videogame
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Un killer professionista geneticamente modificato di incredibile abilità ma senza nome, noto solo come Agente 47, contraddistinto unicamente dall´abbigliamento (giacca nera, camicia bianca e cravatta rossa) e dal codice a barre inciso sulla nuca. Una misteriosa entità chiamata Organizzazione che ne affitta le doti a committenti sconosciuti per scopi non sempre confessabili. Un leader russo moderato ma collegato al traffico di armi e droga, con un´amante che a un certo punto diventa pedina principale dell´intrigo. Un ispettore dell´Interpol che, unico tra tutti, ne ha intuito la letalità e cerca inutilmente di fermarlo…
Se vi sembra di leggere un role playing di videogame, sappiate di essere nel giusto: ché Hitman – L’assassino , ultima fatica (immaginiamo non proprio da esaurimento) dell´illustre carneade Xavier Gens, altro non è che la trasposizione dell´omonimo e acclamato videogioco Playstation. Di cui sembra ripercorrere, nel bene e nel male, tutte le caratteristiche. Tra quelle positive l´azione continua e senza cedimenti, una certa auto – ironia nel proporre le situazioni più incredibili e qualche sequenza mozzafiato. Tra quelle negative, ahimè largamente maggioritarie, la totale inconsistenza di trama e personaggi – icone stereotipate che vanno dal killer freddo ma pieno di ricordi alla puttana russa di buon cuore al poliziotto più intelligente della media ma sempre troppo stupido nei confronti del vilain di turno – la ripetitività delle situazioni e una violenza grafica che fa sorridere più che spaventare o travolgere. Diciamo che siamo in un luna park con attrattive più tecnologiche che realmente coinvolgenti, tra clamorosi errori di sceneggiatura (la chiave con inciso un salmo che a un certo punto sembra centrale a pensarci bene non ci azzecca una mazza) e di continuity (il tatuaggio di Nika – una Olga Kurylenko per cui non è impossibile prevedere un futuro in stile Milla Jovovich – che si sposta in più di una sequenza da una guancia all´altra). Ma alla fin fine il cast sembra divertirsi, il regista anche e il pubblico pure. Però quarant´anni fa l´ipotesi di un´organizzazione super – segreta di assassini in grado di spostare gli equilibri politici mondiali era alla base del rabbrividente The parallax wiew di Pakula: adesso è tema predigerito e buono al massimo per un paio d´ore scarse di divertimento e ammazzamenti vari. Il che vorrà pur dire qualcosa: e quel che dice non mi piace troppo. Se volete scollegare il cervello, siete benvenuti: però pensate al fatto che in tempi migliori pellicole simili per impianto servivano – esattamente al contrario – per riflettere.
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