Il risveglio delle tenebre
Posted by Tullio Di Francesco | Posted in Cinema | Posted on 30-11-2007
Tag:Alla-ricerca-dei-segni, David-L.-Cunningham, Ian-McShane, Il-risveglio-delle-tenebre, John-Hodge
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Il giovane Will Stanton ha lasciato gli Stati Uniti e si è trasferito con la famiglia in una piccola cittadina inglese. Il trauma dell´integrazione è d´obbligo, in questi casi, anche se, si scoprirà , la famiglia ha radici profonde nel villaggio. Non basta, il giovane Will apprenderà di essere l´ultimo esponente di una dinastia di guerrieri chiamati i Vetusti, i quali difendono il potere benigno della Luce dallo strapotere maligno dell´Oscurità . In quanto tale, Will è l´unico in grado di trovare sei segni che lo renderanno invincibile nella lotta che lo contrappone al tenebroso Cavaliere, baluardo dell´Oscurità , la quale sta insinuosamente prendendo il sopravvento sulla realtà . Come terminerà l´impari tenzone?…
Ognuno ha il suo buon motivo per odiare il Natale. Il mio, lo si sarà ormai capito, è che più si avvicina il celestiale genetliaco e più si intensificano sullo schermo le pellicole all´insegna del fantasy che devono accontentare bimbi e genitori di quelle famiglie che vanno al cinema due volte l´anno (tutte e due a Natale: l´altra è il cinepanettone della Filmauro). Non mi sono ancora ripreso da Stardust che, puntuale come il ventisette del mese, ecco il nuovo titolo che viene a batter cassa per la gioia più dei piccini che dei grandi: Il risveglio delle tenebre. Che dire? La tentazione è forte: vi direi di andare a riprendere quello che si scriveva per Stardust e sostituire a quello questo titolo. Se non fosse che, oltre alla sagra del déjà vu, questo in più ha dalla sua anche una spiccata propensione all´anonimato: di regia, di interpreti e di idee.
Come dite? Will è un personaggio eroico a tutto tondo, introverso come un adolescente che cerca di esprimersi, ma abile nella ricerca dei segni? Beh, che sia così abile appare chiaro quando – evidentemente per chiarirsi le idee anche lui – digita su un motore di ricerca le parole “luce” e “oscurità ” e trova esattamente i contatti che lo riguardano!!! Ma vah, fossimo stati in una farsa melbrooksiana si sarebbe trovato di fronte alla copia già finita e piratata del film, con tanto di gadgets e finali alternativi, ma qui non ci è dato di sorridere nemmeno una volta e tant´è: dobbiamo proseguire imperterriti fino alla fine (ah, nostalgia del genio goliardico di Balle spaziali!). E questo è soltanto un esempio delle bagattelle che i nostri David L. Cunningham (regista) e John Hodge (sceneggiatore) hanno infilato nella loro creatura, oltre a un meccanismo ripetitivo e alquanto insulso del viaggio nel tempo ogni qualvolta viene ritrovato un segno che sembra uscire dritto dritto dal catalogo di un rigattiere.
Spiace vedere che Ian McShane (il mentore Merriman Lyon) abbia deciso di gettare al vento la visibilità che gli aveva fornito la serie televisiva Deadwood – era il colorito Swearengen –, e non abbia proseguito sull´ottima via intrapresa con Scoop di Woody Allen. Alexander Ludwig (Will) conferma l´opinione che gli adolescenti, se si vogliono esprimere, vanno prima trattati con una buona cura di sospensioni. Augurandoci che non ci tocchi l´ennesima serie cinematografica, consiglierei di ripassare in home video i vari Harry Potter, se non altro realizzati con ben altra professionalità . E già anche questo è tutto dire.


