Recensione: La giusta distanza
di Davide Verazzani
A Concadalbero, minuscolo paesino alle foci del Po, arriva Mara, una giovane e avvenente maestra che sostituisce l’anziana insegnante del posto, ormai incapace di intendere e di volere. La nuova maestra, toscana di origine e con un futuro già pianificato in una onlus in Brasile, si stabilisce in una casa isolata ai margini del paese, e ha pochi contatti con gli abitanti; fra loro, si distinguono Amos, un tabaccaio ricco e strafottente che si è sposato con una procace rumena conosciuta via chat, Guido, un giovane autista di pullman, il giovanissimo Giovanni, orfano di madre da un anno, genio del computer e con il sogno (già in parte realizzato) di diventare giornalista, e Hassan, un meccanico tunisino, ben inserito nella realtà sociale, con cui Mara inizia una relazione. All’improvviso la onlus brasiliana richiede quasi immediatamente la presenza di Mara: la giovane decide di seguire il suo sogno, ma Hassan non sembra prendere bene la notizia. La mattina della partenza, Mara viene trovata uccisa: i sospetti cadono subito sul tunisino, che viene imprigionato e condannato a 15 anni di carcere con un processo affrettato. Ma Giovanni non crede alla colpevolezza di Hassan, e, dopo essere diventato giornalista presso un quotidiano di Padova, un paio d’anni dopo, a seguito di un fatto tragico, decide di riaprire l’inchiesta…
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