04. Ottobre 2007

Recensione: Funeral Party
di Marco Cavalleri

locandina originale di “Funeral Party”
Un funerale nel Surrey. Non dovrebbe esserci occasione più triste. Specie se chi è chiamato ad occuparsene – Daniel – si trova a fronteggiare contemporaneamente la morte dell’amato padre, le rimostranze della moglie Jane che vuole andare a vivere a Londra e l’incontro col fratello Robert, scrittore di successo con tanto di superattico a New York mentre lui non ha fatto ancora leggere il proprio primo romanzo a nessuno (e forse, si vedrà poi, potrebbe essere un bene). Ma metteteci la proverbiale ipocrisia inglese in certe occasioni, una boccetta di allucinogeni contrassegnata dall’innocua etichetta del valium, uno zio insopportabile su una sedia a rotelle, un prete con una certa fretta e una nano gay disposto al ricatto pur di avere qualche soldo dalla famiglia del morto e constaterete che anche una tragedia può risolversi (del resto ce ne avvertiva già anche Marx) in una farsa…
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