29. Ottobre 2007

Un’altra giovinezza - contro
di Marco Cavalleri

unaltragiovinezza1.jpgPer una volta partiamo da un presupposto granitico: il fatto che Francis Ford Coppola sia tornato al cinema è un bene per il cinema stesso. Perché vedere all’opera un maestro dopo 10 anni – forse qualcuno in più, visto che il suo ultimo film autenticamente personale è Dracula di Bram Stoker che data 1992 – può solo rappresentare una boccata d’aria salutare in un panorama sempre più asfittico e ripetitivo (ormai anche la grande ondata del far east sembra esaurita, e di fatto arriva qualche segnale di novità solo da cinematografie troppo eccentriche per poter diventare “movimento”), segnato più dalla preoccupazione di separare lo spettatore dai suoi soldi che da qualunque altra considerazione etico/estetica. E riconosciamo anche che, nel frattempo, il maestro (il termine è senz’altro abusato, ma in questo caso assolutamente necessario) non ha perso un grammo della sua capacità di regista, di produttore e di direttore di attori.
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Un’altra giovinezza - pro
di Davide Verazzani

unaltragiovinezza.jpgC’è tutto Francis Ford Coppola in questo film. Tutta la vita di un regista geniale e innovativo, a volte esaltante a volte compromissorio, decisamente umano, troppo umano. Ci sono le paranoie de La conversazione e le iperboli della saga del Padrino, il viaggio a ritroso dentro se stessi di Apocalypse now e la ricerca dell’amore attraverso gli oceani del tempo di Dracula, la volontà di autoaffermazione di Tucker e la tenerezza nostalgica di Peggy Sue si è sposata, la perfezione formale di Cotton club e la sporcizia giovane di Rusty il selvaggio. C’è, soprattutto, la grande voglia di fare cinema di un regista che, insieme a un’irripetibile generazione di cineasti nell’America dei primi anni ’70, ha cambiato le regole della visione.
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25. Ottobre 2007

You, the living
di Marco Cavalleri

foto da You, the livingUn quartiere in una città del Nord Europa. Cinquanta scene con protagonisti che si rincorrono casualmente, dall’insegnante che ha litigato col marito per futili motivi alla donna che continua a dire di voler andarsene e torna sempre dal suo imbesuito e gentile naziskin fino allo psichiatra che denuncia tutto il suo disgusto per lavoro e pazienti. E, ancora, una ragazza innamorata di un coetaneo chitarrista, un barbiere vendicativo e un uomo d’affari convocato in una riunione funestata da un infarto del conferenziere. La vita, come insegnava già Lennon, è qualcosa che accade mentre sei impegnato in altri progetti. Ma vale la pena provare a viverla: visto che, come ricorda l’epigrafe di Goethe all’inizio del film o, più prosaicamente, il capolinea di un tram, la destinazione finale è il Lete. E la fine forse è prossima…
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24. Ottobre 2007

Recensione: Seta
di Davide Verazzani

Foto tratta dal film SetaFrancia, 1862. In un paesino alpino, un imprenditore si mette in testa di aprire una fabbrica di tessuti di seta. Per rendere possibile l’impresa, l’industriale ha bisogno di uova di baco sane, che, a causa di un’epidemia che ha reso inaffidabili le uova europee, si trovano solo in Giappone. L’incaricato del viaggio è il giovane Hervè, figlio del sindaco e neo-marito della bella maestrina Helene: il ragazzo, inesperto ma dotato di forte volontà, lascia una promettente carriera militare e compie i viaggi richiesti, ma in Giappone si innamora perdutamente dell’amante del capo-villaggio che gli procura le uova. Pur non avendoci mai parlato, Hervè è convinto che il suo amore sia ricambiato, soprattutto dopo che la ragazza gli fa scivolare in mano un biglietto che, fatto tradurre al suo ritorno da una maitresse giapponese di Lione, lo implorerebbe di tornare. Hervè, dilaniato fra i doveri di un matrimonio senza passione e l’amore verso la giapponese, sceglie comunque di tornare in Giappone nonostante i pericoli di una guerra. Ma, giunto al villaggio, lo trova distrutto. Ritornato al paese natìo con la morte nel cuore, Hervè vivrà un’esistenza agiata ma fredda, riuscendo a coronare il sogno di Helene di possedere un giardino pieno di gigli ma col perenne rimpianto di un amore inespresso. Finchè non riceve una misteriosa lettera…
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23. Ottobre 2007

Recensione: Giorni e nuvole
di Davide Verazzani

locandina di Giorni e nuvoleMichele, un piccolo industriale nautico genovese, litiga con i soci e si ritrova senza lavoro. Imbarazzato, inizialmente decide di non dire nulla alla moglie Elsa, che ha la passione del restauro e si sta laureando in storia dell’arte, e alla figlia Alice, proprietaria di un ristorante con il suo ex fidanzato, ma a un certo punto è costretto a svelare il suo segreto. Le certezze di vent’anni di matrimonio lasciano il posto a un’esistenza precaria, in cui Elsa si fa carico delle necessità familiari, accettando di tornare a lavorare in un call center, mentre Michele scivola via via in un’abulia da cui fatica ad uscire.
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21. Ottobre 2007

Quel treno per Yuma
di Marco Cavalleri

Foto da “Quel treno per Yuma”Arizona, negli anni della costruzione della ferrovia. Dan Evans è un ranchero invalido a causa di una ferita rimediata durante la Guerra di Secessione ed oppresso dai debiti, tanto da rischiare di dover restituire entro breve la sua terra all’avido affittuario che preferirebbe rivenderla alle compagnie ferroviarie. Ma quando il pericoloso fuorilegge Ben Wade, autore di un sanguinario assalto alla diligenza, viene catturato in un saloon, ecco spalancarsi per lui una via di fuga dalle preoccupazioni: accetterà di unirsi alla scorta che lo deve accompagnare a prendere il treno per il forte di Yuma per 200 dollari. Un buon modo per sanare le pendenze e riconquistare la stima della famiglia, particolarmente del figlio maggiore William, che lo disprezza per la sua apparente arrendevolezza. Ma la banda di Wade, capitanata dal terribile (e forse innamorato) Charlie Prince, è disposta a tutto pur di liberarlo. E così, mentre guardia e prigioniero cominciano a
capirsi e stimarsi, l’inevitabile showdown si avvicina…
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20. Ottobre 2007

Francis Ford Coppola is coming back!
di Davide Verazzani

Francis Ford Coppola a Roma La recensione completa di Youth without youth, presentato oggi alla Festa del Cinema di Roma (e in uscita in Italia con il titolo Un’altra giovinezza il 26 ottobre prossimo), apparirà sul sito fra qualche giorno. Anche solo per rispetto ad un Maestro, uno degli ultimi in circolazione, che dopo 10 anni ha deciso di tornare con un nuovo film denso e difficile, e che non si merita un discorso affrettato, adatto ai tempi odierni così sincopati e superficiali, ma una riflessione profonda, che ha i tempi dilatati e i valori universali del suo cinema. Il film è fatto apposta per dividere, ma Coppola ha ribadito in conferenza stampa che questo, e solo questo, è il suo modo di intendere il cinema: un approccio personale e culturale, lontano dagli -ismi dei critici di professione ma anche dal semplicismo massificante dei blockbuster hollywoodiani. Solo due parole, quindi, per sottolineare quanto ci resterà per sempre nel cuore l’immagine finale: un Coppola finalmente davanti ai suoi fans, sdraiato per terra sul palco dell’Auditorium, che firma autografi e risponde a domande con la naturalezza di un outsider. Un Mito che si reincarna e prevede altre sorprese. A presto, mr. Coppola!

Recensione: Molto incinta
di Tullio Di Francesco

Katherine Heigl e Seth Rogen in “Molto incinta”: praticamente fatti l’una per l’altroAlison lavora in una rete televisiva ed è sufficientemente bionda e carina da essere promossa: passaggio davanti alle telecamere e interviste ai vip dello spettacolo. Ben, invece, ebreo sovrappeso immigrato clandestino (dal Canada!), vive senz’arte né parte in una sorta di comune con altri fattoni come lui: unica loro attività, la costruzione di un sito che sia un autentico database di tutte le scene di nudo delle attrici di Hollywood – prima di accorgersi, dopo mesi di lavoro e alla vigilia del varo, che un sito simile esiste già: Mr. Skin! Alison esce con la sorella per festeggiare la promozione, finisce in discoteca, beve più del dovuto e qui incontra Ben. In circostanze normali i due apparterrebbero ad universi paralleli, ma complice l’alcol per Alison e l’eccitazione per Ben – che, a dirla tutta, nella sua vita storie di donne ne deve aver avute pochine –, finiscono per andare a letto e lanciarsi in un impetuoso amplesso. Il giorno dopo, un po’ schifata per la scelta fatta, Alison accompagna alla porta un grato Ben, che non crede ancora alla fortuna avuta. Finita lì? No, perché dopo qualche settimana la ragazza incomincia ad accusare nausee e a rigettare il cibo nel bel mezzo delle interviste ai vip. Test di gravidanza ed ovvia risposta: Alison è incinta. Quando Ben ne viene a conoscenza, la prima reazione è di panico, poi il giovane si rivela pronto a prendersi le sue responsabilità. Inizia così la fase in cui i due devono cominciare a conoscersi e vedere se sono compatibili, con gli ovvi contrasti – lui ebreo, lei wasp – e la sorella di lei, nevrotica e con un marito insicuro, apertamente ostile… Leggi articolo completo…

19. Ottobre 2007

Recensione: La giusta distanza
di Davide Verazzani

Locandina de La giusta distanzaA Concadalbero, minuscolo paesino alle foci del Po, arriva Mara, una giovane e avvenente maestra che sostituisce l’anziana insegnante del posto, ormai incapace di intendere e di volere. La nuova maestra, toscana di origine e con un futuro già pianificato in una onlus in Brasile, si stabilisce in una casa isolata ai margini del paese, e ha pochi contatti con gli abitanti; fra loro, si distinguono Amos, un tabaccaio ricco e strafottente che si è sposato con una procace rumena conosciuta via chat, Guido, un giovane autista di pullman, il giovanissimo Giovanni, orfano di madre da un anno, genio del computer e con il sogno (già in parte realizzato) di diventare giornalista, e Hassan, un meccanico tunisino, ben inserito nella realtà sociale, con cui Mara inizia una relazione. All’improvviso la onlus brasiliana richiede quasi immediatamente la presenza di Mara: la giovane decide di seguire il suo sogno, ma Hassan non sembra prendere bene la notizia. La mattina della partenza, Mara viene trovata uccisa: i sospetti cadono subito sul tunisino, che viene imprigionato e condannato a 15 anni di carcere con un processo affrettato. Ma Giovanni non crede alla colpevolezza di Hassan, e, dopo essere diventato giornalista presso un quotidiano di Padova, un paio d’anni dopo, a seguito di un fatto tragico, decide di riaprire l’inchiesta…
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18. Ottobre 2007

Recensione: Stardust
di Tullio Di Francesco

Locandina di “Stardust”Tristan, giovane piuttosto inetto di un piccolo villaggio inglese, ama disperatamente Victoria, la quale, non ricambiandolo assolutamente, in tono canzonatorio gli comunica che lo terrà in considerazione solo se egli le porterà una stella cadente. Combinazione vuole che la stella sia caduta proprio in quei giorni, ma per raggiungerla Tristan dovrà attraversare il muro che divide la sua realtà da quella di un universo sovrannaturale che esiste al di là di esso. Il giovane, però, non sa che la stella porta con sé anche una pietra preziosa molto ricercata sia dai figli del re, che grazie ad essa potrebbero succedergli al trono – e che per averla non esitano a farsi fuori l’un l’altro – sia dalla strega malvagia Lamia, che con essa otterrebbe l’eterna giovinezza. Tristan scopre così che, giunta sulla terra, la stella ha assunto le fattezze di una bella ragazza in pericolo di vita, Yvaine, per la quale egli si batterà intraprendendo un percorso di formazione che lo condurrà a scoprirsi sempre più innamorato della giovane. Le doti che lo faranno riuscire nell’impresa le dovrà a un peculiare pirata dell’aria amante delle dolci tendenze e ai suoi misteriosi natali, poiché già il padre, da giovane, aveva intrapreso a sua volta l’attraversata del muro… Leggi articolo completo…

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