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Recensione: Hairspray

Posted by Sara Sagrati | Posted in Cinema | Posted on 22-09-2007

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hairspray2 Recensione: Hairspray Baltimora 1962. Tracy Turnblad frequenta il liceo, vive con i genitori Edna, lavandaia taglia 60, e Wilbur, timido e saggio commerciante di scherzi, è una grande fan del programma televisivo locale The Corny Collins Show, in cui si ascolta musica e si balla, e ha una cotta per Link, star dello show e suo compagno di scuola. Nonostante la giovane Tracy sia sovrappeso e quindi emarginata dai suoi compagni, lei ha molta fiducia in se stessa e quando si aprono le audizioni per entrare nello show partecipa subito venendo scartata dalla perfida Velma Von Tussle, direttrice della stazione televisiva, bella, bionda, nonchè madre ambiziosa di Amber, la reginetta della trasmissione. Tracy non si perde d’animo e partecipa a un pomeriggio di ballo aperto al pubblico in cui il presentatore Corny Collins in persona nota il suo stile di danza all black, imparato nelle ore di punizione dai compagni di colore, e la porta nello show. La simpatia travolgente e lo stile di ballo sensuale e divertente fanno si che Tracy diventi la beniamina locale mandando su tutte le furie Velma Von Tassle, che sta creando la carriera della figlia e vede Tracy come una minaccia. Inoltre la simpatia di Tracy per i ragazzi di colore e la volontà  di Corny Collins di mischiare i ballerini bianchi a quelli di colore, che hanno il loro “negro day”, porta la stazione tv a eliminare la parte black della trasmissione, generando così una manifestazione di protesta. Tracy e sua madre Edna, uniche bianche a sfilare con la popolazione di colore della città , verranno perseguitate ingiustamente fino a che, durante l’elezione di Miss Lacca, la latitante Tracy non riuscirà  a entrare furtivamente in trasmissione mostrando a tutti che il futuro è bianco e nero.

Nel 1988 quel geniaccio di John Waters diresse un film ambientato nel 1962 con protagonista una ragazzina cicciona e la sua mamma ancora più cicciona che vogliono ballare e cambiare il mondo. Si chiamava Hairspray (in Italia il titolo diventò Grasso è Bello). Un piccolo film pieno di colori e di capelli cotonati, con l’attore feticcio di Waters, il travestito Divine, nella parte della madre della protagonista e la solita volontà  di Waters di smontare le ipocrisie della società  americana, reinventandone il mito. Il film diventò una pellicola di culto.
Nel 2002 a Broadway andò in scena la prima rappresentazione del musical tratto dal film e fu subito un grande successo. Dopo 5 anni di repliche, anche Hollywood ha pensato di cavalcare l’onda del successo, assoldando il ballerino e coreografo con esperienze registiche, Adam Shankman per portare sullo schermo la storia di Tracy Turnblad.
Non facciamoci però ingannare da questa breve cronistoria. Hairspray non è un remake del film di Waters, ne una trasposizione cinematografica del musical teatrale. La sua forza sta nell’essere una re-invenzione ispirata al suo passato. Il risultato è un film divertente, orecchiabile e ballabile. Merito delle musiche, facili da ascoltare, che contano però su arrangiamenti studiati e complessi. Merito delle coreografie, che propongono movimenti facili e quindi riproducibili dal pubblico, ma che contemporaneamente rimandano ai musical ambientati tra gli anni 50 e 60 più amati dai ragazzi . Grease, Dirty Dancing, La Piccola Bottega degli Orrori sono evocati nelle loro atmosfere, nei loro movimenti, senza però invadere mai lo stile nuovo che Shankman propone sullo schermo.
Oltre alla bravura dei tecnici e dei musicisti, Hairspray esiste soprattutto grazie ad un cast in stato di grazia. La giovane Nikki Blonsky, esordiente emersa da un casting a cui hanno partecipato oltre 1000 ragazze provenienti da tutto il mondo, non interpreta Tracy, è Tracy. John Travolta è una mamma cicciona meravigliosa e il suo lavoro sulla postura e sulla voce è da Oscar. Christopher Walken è perfetto e la sua scena di tango con Travolta rimarrà  indelebile nella memoria collettiva. Michelle Pfeiffer, che iniziò la sua carriera cinematografica come protagonista di Grease 2, è una bionda senza scrupoli convincente e mai sopra le righe. Esilarante il cameo di John Waters che fa l’esibizionista durante i titoli di testa. Bravissimi anche Queen Latifah, donna nata per i musical, James Mardsen e tutti i ragazzi del Corny Collins Show.
Hairspray è un film gioioso, che propone un sogno che si avvera. Una favola che riporta sullo schermo quell’atmosfera che respirava il pubblico quando andare al cinema era quasi un prodigio e il fascio di luce che illuminava il telone bianco era carico di fascino e di mistero. Poco importa se la questione razziale della Baltimora del 1962 non avrebbe potuto risolversi così facilmente, poco importa se una ragazzina grassa difficilmente potrebbe farsi strada nel cuore del pubblico televisivo a suon di twist. Qui quello che conta è lasciarsi andare sulle poltrone, ballare, godersi lo spettacolo e divertirsi pensando che quel mondo sognato sarebbe davvero un bel mondo. Non è questo il cinema?

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