Recensione: Piano, solo
di Davide Verazzani
Luca vive in Africa con la famiglia: un fratello e due sorelle a cui pare non legato, una madre, Jolanda, che vive di turbamenti, e un padre, Giovanni, famoso geologo, spesso assente per lavoro. E’ un bambino diverso dagli altri, sensibile, attratto dai suoni, e legatissimo ai genitori che a volte non lo capiscono. La madre Jolanda muore in un incidente stradale, forse provocato anche da Luca: il padre, distrutto dal dolore, divide i figli: due vanno a studiare a Londra, mentre Luca e Barbara vanno a Firenze. E’ qui che Luca, introverso e taciturno al limite dell’autismo, si diploma in pianoforte al Conservatorio, e sembra pronto per una brillante carriera come musicista classico; l’incontro con due giovani strumentisti lo fa però virare verso il jazz, di cui diventa un interprete sopraffino fino a suonare con il grande trombettista Chet Baker poco prima della sua tragica morte, e l’amore per una tenera barista, Cinzia, sembra riuscire a fargli vivere una vita normale. Ma i fantasmi del suo passato ritornano prepotenti, e lo trascinano verso gli abissi della follia, fino a un suicidio inevitabile, compiuto subito dopo aver composto il suo ultimo, struggente, brano al pianoforte. Leggi articolo completo…
