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Recensione: I Simpson

Posted by Sara Sagrati | Posted in Cinema | Posted on 17-09-2007

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simpson Recensione: I SimpsonNonno Simpson, illuminato dalla luce di Dio in chiesa, declama una profezia: una minaccia cielo, un essere dalla coda attorcigliata, sofferenze che sarebbero capitate, tra gli altri, anche a Marge e pronuncia una strana parola: E-PA, E-PA. La capelluta moglie di Homer rimane turbata, ma il resto della città  guarda all’accaduto come ad un normale episodio senile e se ne infischia. Homer, addirittura, decide di adottare Spider-Pork, un maialino dalla coda attorcigliata, appunto. Contemporaneamente il Lago Springfield ha raggiunto i massimi livelli possibili di inquinamento e per evitare un disastro ecologico, sulla spinta delle pressioni di Lisa Simpson, viene recintato per non permettere altri scarichi abusivi. Ma Homer non può permettersi di arrivare tardi ad una distribuzione gratuita di ciambelle, e al posto che smaltire legalmente il silos degli escrementi di Spider-Pork facendo la coda alla discarica, deciderà  di buttare i suoi rifiuti nel lago instaurando una reazione che trasforma l’acqua in un liquido dai poteri che modifica geneticamente gli animali. Preoccupato, il capo dell’EPA (Ente Protezione Ambientale), proporrà  al Presidente degli Stati Uniti Arnold Swarzenegger alcune soluzioni per limitare i danni ambientali di Springfield. Swarzy, sceglie, senza neanche guardare, la proposta 3 che prevede la copertura della città  con un’enorme cupola di vetro. I cittadini arrabbiati inizano una caccia alle streghe ai danni del responsabile Homer, il quale, trovata una via di fuga, convince Marge, Bart, Lisa e Maggie a trasferirsi con lui in Alaska per ricominciare una nuova vita. Ma Springfield sta per essere minacciata nuovamente dal capo dell’Epa e la famiglia Simpson diventerà  l’unica speranza di una città  isolata e cancellata dalle mappe e dalla memoria cittadina.

Era il 1988. Il canale Fox Network trasmise per la prima volta una serie animata dal titolo The Simpson. Il successo è quasi immediato: 19 anni di programmazione, oltre 400 episodi realizzati, innumerevoli premi e riconoscimenti, uno staff di centinaia di persone tra sceneggiatori e disegnatori, diritti di trasmissione venduti in tutto il mondo. Tra i suoi maggior pregi, la serie tv ha ridefinito il linguaggio televisivo e spostato i confini del lecito in un programma per ragazzi soprattutto nel campo dei contenuti. Impegno civile, istituzioni, inquinamento, politica, smascherando spesso le tecniche di distrazione di massa messe in atto dalla TV americana, e non solo. Già  dal primo anno di programmazione Matt Groening e James L. Brooks, i papà  della serie, avevano pensato alla realizzazione di un lungometraggio, eppure ci sono voluti 18 anni prima di iniziarne la realizzazione.
Milioni di persone in tutto il mondo aspettavano questo momento: negli anni sempre maggiori estimatori si sono appasionati alla goffa stupidità  di Homer, la cialtroneria di Bart, alle crociate di Lisa, all’amorevole pazienza di Marge, ai ciucci di Maggie e a tutte le imperfette qualità  umane rappresentate dagli abitanti di Springfield. Le aspettative erano alle stelle.
Ma prima di sedervi nella poltrona del cinema, un consiglio: dimenticatevi la serie tv. Qui siamo al cinema ed è tutta un’altra cosa.
Un consiglio che forse hanno dimenticato i realizzatori del film, che abituati a scrivere storie da 20 minuti, si sono concentrati più sulle gag che non sull’andamento della storia. Un vero peccato tra l’altro, perchè gli ingredienti per il cult c’erano tutti. Un Homer inseguito da una folla inferocita con tanto di torce, Bart che scorrazza nudo per la città  sul suo skateboard e che sceglie il cattolico vicino Ned Flanders come papà  putativo, Marge intenta a decifrare un’oscura profezia, Lisa innamorata di un ragazzino irlandese che condivide la sua stessa passione per l’ambiente e le innumerevoli e tipiche gag Simpson, veòoci e fulminee, che sanno però scuotere risate fragorose e rigurgiti di coscienza. Una su tutti: i frequentatori della chiesa e quelli del bar escono in strada impauriti dall’arrivo della cupola di vetro. Spaventati, i primi si rifugiano nel tempio di Bacco e i secondi nella casa del Signore. Geniale!
Eppure il risultato non è omogeneo, la storia ha molti buchi (che fine fa il meraviglioso Spider Pork?) in cui vengono usati escamotage facili facili per ricucire scene slegate tra loro. La versione italiana poi risente di una brutta traduzione, nonostante la presenza del sempre bravo Tonino Accolla, voce storica di Homer.
Un’occasione persa, dunque, che non manca di far ridere, e tanto, nella sua prima parte, nè di proporre una intelligente riflessione sui pericoli dell’inquinamento e sulla cecità  del governo americano a proposito di politiche adeguate sull’argomento, ma che non riesce ad andare davvero fino in fondo, come spesso accade nella serie tv. Ma non disperiamo: visto l’enorme successo, sarà  per la prossima volta.

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