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Venezia… ancora!!! (Brutti, sporchi e cattivi) – Venezia 64

Posted by Tullio Di Francesco | Posted in Venezia 2007 | Posted on 30-08-2007

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venezia 1 Venezia... ancora!!! (Brutti, sporchi e cattivi)   Venezia 64
75!!! Età  più che rispettabile per una persona che, di norma, tende a nascondere l´età , figurarsi per un´istituzione che invece ci gongola a festeggiare questi anniversari. Istituzione che, comunque, causa edizioni biennali e sospensioni per guerra, festeggia “soltanto” la sua 64a edizione. Prime impressioni sulla Mostra del Cinema, anno di grazia 2007, dai vostri inviati sul campo…

È ormai una ritualità  sbarcare al Lido, ritirare l´accredito stampa e mettersi in fila per le prime proiezioni. Ed è ormai scontato il clima veneziano che ti assale con il suo caldo umido a livelli record proprio alla fine di un agosto che, ironicamente, si è fatto notare, almeno qui al nord, per le sue temperature quasi autunnali. Il tempo non ci ha risparmiato nemmeno la classica spruzzatina di pioggerella uggiosa che, malgrado i lampi sulla laguna, non hanno portato nessun refrigerio e hanno innalzato ancora di più il tasso di umidità .
Il fastidio è grande, il disagio sale, soprattutto quando ci si trova a fronteggiare le imponenti misure di sicurezza che, anch´esse ormai classiche da qualche anno a questa parte al Lido, costringono chiunque a fare lo slalom tra transenne, poliziotti, carabinieri, figure di staff e inservienti, costringendoti a calibrare il bagaglio, ad usare solo borsette o valigette formato 24 ore, a fare e a rifare code e ad essere escluso da tutte le parti della Mostra che veramente contano!

77758.miniatura Venezia... ancora!!! (Brutti, sporchi e cattivi)   Venezia 64Già  aria di battaglia e la Mostra non è ancora iniziata. E allora girellando sudati e ingrugniti tra bulloni sbullonati, stand standardizzati e solite vecchie strutture che vanno dal lussuoso (Sala Grande) allo stile nomade (PalaBiennale) – ma tranquilli, ci assicurano che il nuovo Palazzo del Cinema sarà  pronto per il 2011; ancora al Lido? ma che senso ha? – , osserviamo la nuova scenografia che il premio Oscar Dante Ferretti ha realizzato per la facciata del consueto Palazzo del Cinema: una palla di ferro che sfonda il muro del palazzo mutuata dal film Prova d´orchestra di Federico Fellini, e che lì simboleggiava la necessità  di nuove istanze per rompere con il vecchio ordine.
Ok, lo so, magari anche in questo caso vorrebbe simboleggiare la stessa cosa, ma qui al Lido è già  battuta logora quella che si augura che la sfera, alla fine, non debba essere l´unico caritatevole epitaffio da riservare a questa edizione del festival. O magari, auguriamoci di no, alla rappresentanza italiana spalmata nelle varie sezioni.

Rovine? Macerie? Aria di guerra, altro che di battaglia. E difatti la guerra sarà  uno dei temi ricorrenti che si riveleranno un po´ in tutte le sezioni della Mostra. Ma non la guerra guerreggiata, quella di prammatica del filone bellico per eccellenza, ma quella moderna, quella “sporca” che fa rima con soprusi sui civili, pulizia etnica, esodi di massa, occupazioni preventive… e via filmando. Punti di vista degli occupanti, degli occupati, dei violentatori, dei violati, degli assassini, degli assassinati…
Una mostra che si rispetti, che voglia dare il polso della realtà  che il mondo sta vivendo in questo momento, non poteva che declinare questo tema attraverso una realtà  filmica magmatica che attraversa trasversalmente materiali, tecniche e nazionalità  che molto di diverso hanno tra loro, ma che si accomunano nella convinzione che, fermo restando che la retorica di propaganda è sempre la stessa, le guerre moderne servono soltanto a produrre diseredati e abbienti.

Oltre agli eventi e agli omaggi dedicati ai Maestri del cinema scomparsi nel corso dell´anno – e di cui noi cercheremo di tenervi informati nei prossimi aggiornamenti –, quest´anno altro tema forte della Mostra (al quale è dedicata anche una retrospettiva), nel quale il vostro cronista brutto, sporco e cattivo si identifica molto, è il western. In primo luogo quello all´italiana (con opere di Tessari, Fulci, Bava, Castellari, Corbucci, ma anche di Brass, Lizzani, Sollima, Squitieri, Valerii), e sarà  l´occasione per valutare, a distanza di anni, cosa vi sia da salvare e cosa da bollare di questi film che, nel bene e nel male, hanno contribuito a tenere in piedi la struttura del cinema italiano in anni di grande crisi. Ma anche contaminazioni strane come quella del giapponese Eiichi Kudo con Gonin no shokin kasegi (The Fort of Death) – anno 1969 –, e l´altrettanto giapponese Sukiyaki Western Django del ben noto Takashi Miike (addirittura in concorso) che si presenta come un remake dell´ormai classico Django di Sergio Corbucci (presente nella citata retrospettiva).
Per chi non amasse particolarmente questa declinazione del genere, tranquilli perché c´è spazio anche per il western classico – cioè quello americano – con un omaggio a Budd Boetticher (Il cavaliere solitario, La valle dei mohicani, Decisione al tramonto, L´albero della vendetta e I tre banditi) e la versione restaurata del Cavallo d´acciaio del grande John Ford (ma Ford, ne riparleremo, verrà  ricordato anche in altri modi). Più moderna la prospettiva del giovane Andrew Dominik con The Assassination of Jesse James by the Coward Robert Ford (in concorso).

Ringraziando – per modo di dire – l´organizzazione del festival che ha riservato l´unica proiezione giornaliera del film di Balaguerò e Plaza, Rec, ai quotidianisti – per cui non ve ne posso parlare –, con le prime proiezioni si è potuto assistere al film che apre la sezione delle Giornate degli Autori (sezione nata nel 2004 sul modello della cannense Quinzaine des réalisateurs), Gruz 200 (Cargo 200) del russo Alexey Balabanov, e alla nuova versione di Per un pugno di dollari di Sergio Leone restaurata digitalmente in alta definizione da Ripley´s Film e dal Centro Sperimentale di Cinematografia Cineteca Nazionale in collaborazione con Sky e Unidis Jolly Film.

cargo200 3.miniatura Venezia... ancora!!! (Brutti, sporchi e cattivi)   Venezia 64Con il film russo ci troviamo proiettati nell´Unione Sovietica della seconda metà  del 1984, quando il pugno di ferro del governo brezneviano rispondeva in maniera ottusa ai dettami del socialismo reale. Era difficile capirlo ma, malgrado la solita arroganza del potere, il sistema stava già  mostrando notevoli segnali di cedimento e il cambiamento era giusto dietro l´angolo della Storia (l´unico ad accorgersene fa subito una brutta fine). I protagonisti sono un insignificante professore universitario di ateismo scientifico, il proprietario di una fattoria ispirata alla Città  del Sole di Campanella che crede nell´anima e nell´utopia, un inquietante figuro che si rivelerà  un funzionario di polizia con parecchie turbe psichiche, un giovanotto dalla dubbia moralità  e la sua giovane amica, figlia di un alto funzionario di partito, che verrà  rapita. Nell´ordine si assisterà  ad un assassinio gratuito, a un rapimento e a diverse violenze psicologiche e sessuali: difficile ottenere giustizia quando i colpevoli sono gli stessi che dovrebbero salvaguardare la legge e quando la gente comune ha paura di denunciare i potenti. L´unica è passare alle vie di fatto e ricorrere alla stessa violenza propugnata dai carnefici.
Nonostante la sezione in cui viene presentato, Cargo 200 è l´undicesimo film di Balabanov, e a dispetto di questo ha l´indignazione, la forza e l´impeto di un´opera prima. La pellicola è sicuramente una denuncia del vecchio sistema comunista (“cargo 200″ è come vengono indicate, in gergo, le salme dei soldati sovietici di ritorno dall´Afghanistan), i vecchi valori hanno prodotto soltanto grigi funzionari e psicotici serial killer protetti dal sistema. Eppure, i due giovani dalla dubbia moralità  del finale già  preannunciano la Russia senza principi del nostro oggi, che annaspa nel caos della nuova criminalità , alla quale, come ci ricorda la cronaca recentissima, non sono estranee nemmeno le alte sfere dell´attuale potere politico. Il film, fotografato con una cruda luce bianca che scarnifica i sentimenti dei personaggi così come i loro volti anonimi, mette in scena momenti di una violenza inaudita a livello visivo ma anche psicologico. Lo spettatore si indigna per l´ingiustizia di tale violenza e apprezza l´etica del film, anche se a livello stilistico non tutto è equilibrato e l´urgenza del regista di mettere molta carne al fuoco porta a una sensazione di incompletezza, a riconoscere uno stile magari volutamente grezzo e non rifinito.

77829.miniatura Venezia... ancora!!! (Brutti, sporchi e cattivi)   Venezia 64Il restauro del film di Leone, invece, è il primo caso italiano di una pellicola restaurata integralmente con tecnologie digitali. Se Per un pugno di dollari è importante proprio perché è il capostipite dello spaghetti-western celebrato qui al Lido, l´opera di ricostruzione ha portato ad una pellicola splendida per colori e nitidezza che sembra essere stata realizzata giusto l´altro ieri, e non la bellezza di 43 anni fa. E se, inoltre, ci si può chiedere la necessità  di restaurare una pellicola che presenta già  diverse edizioni sul mercato dell´home video con copie in dvd più o meno rimesse a nuovo, attenzione! Perché questa è quella che viene definita una prima release, e cioè proprio quella copia con i titoli di testa con i nomi del cast anglicizzati che ha visto riscontrare l´enorme successo del pubblico romano nelle prime mitiche proiezioni, e non le copie poi rielaborate o riprese dallo stesso Leone negli anni seguenti. Inutile dire che, come tutti i veri patiti collezionisti di buon cinema, non vediamo l´ora di vedere editare nel mercato dell´home video, su qualche degno supporto (dvd, hd-dvd, blu ray disc), una tale chicca. Chi, invece, troppo impaziente, non potesse aspettare, non potesse nemmeno passare qui al Lido per vederla proiettata sul grande schermo e fosse in possesso di un abbonamento alle reti satellitari, si ricordi che la pellicola restaurata sarà  trasmessa il 3 settembre alle ore 21 su Sky Cinema Classics e in simulcast su Sky Cinema HD.

Rimanete in campana. I vostri inviati arriveranno presto con altri aggiornamenti.

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