LOCARNO 2007: IL GIORNO DEGLI ESCLUSI
Posted by Davide Verazzani | Posted in Locarno 2007 | Posted on 02-08-2007
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A Locarno i giochi entrano nel vivo, e già oggi il tabellone è stracolmo di titoli interessanti, di film da recuperare, di pellicole del passato mai viste su grande schermo (almeno dal sottoscritto…), di piccole opere da “ora o mai piu´”. E´ la cifra di un festival, qualsiasi esso sia, ed è soprattutto quella di Locarno, la cui elefantiasi nei titoli presentati rende assai spesso difficile la scelta, anche per il fatto che, nella maggior parte dei casi, si tratta di autori sconosciuti e alla prima esperienza. Il vostro intrepido corrispondente dal Lago Maggiore (sponda svizzera) sceglierà di sicuro i titoli del Concorso Internazionale, e in sub-ordine quelli del “concorsino” Cineasti del Presente, per approdare poi, se sarà il caso, sulle comode sedie dell´incantevole Piazza Grande per raccontare le meraviglie dello schermo gigante piu´ grande d´Europa.
Gli esclusi, si diceva nel titolo della giornata.
Non certo per glorificare chi non ha potuto partecipare, per mancanza di requisiti artistici o per non aver consegnato la propria opera, ai vari concorsi: il non esserci, tutto sommato, è affar loro e non nostro. Piuttosto la prima giornata “piena” del Festival è sottolineata da alcuni titoli che narrano vicende di esseri marginali, volutamente o meno ai limiti della società , oppure emarginati da se stessi, dal proprio essere o dal proprio corpo. Posti come protagonisti di storie tragiche, tragicomiche, a volte paradossali, perdono per un attimo la loro qualità fantasmatica per divenire celebrità , e dominare una scena che non è piu´ matrignamente estranea.
Il Concorso inizia proprio con 2 film di questo tenore, uno discontinuo e l´altro praticamente perfetto (già candidabile a un premio, a detta del sottoscritto e del pubblico che lo ha applaudito a scena aperta).
Il primo è Memories, una pellicola facente parte di un progetto avviato dal Jeonju, un festival internazionale di cinema in Corea, grazie al quale ogni anno vengono girati da tre registi diversi tre cortometraggi in digitale riuniti poi in un unico film presentato ai vari festival mondiali. Fatalmente, i tre corti risultano essere distantissimi fra loro non solo come tematica e realizzazione, ma anche come resa artistica. Se infatti il primo, Respite, di Harun Farocki (già ospite a Locarno nel ´92 e nel ´97 con opere di ispirazione sociopolitica), è un raggelante documentario senza sonoro su un campo di transito nazista attivo fra il ‘43 e il ´45 in Olanda, e mostra attraverso immagini di repertorio, girate su volere dello stesso comandante del campo, la vita di ebrei destinati a finire, nel giro di pochi mesi, nei tritacarne di Auschwitz e Bergen-Belsen, e nel frattempo dediti a occupare il tempo fra teatro, canzoni e partite di calcio, il secondo e il terzo lasciano il tempo che trovano; si tratta infatti di The rabbit hunters, sulla vita quotidiana di due anziani amici senza arte né parte in un quartiere ghetto alle porte di Lisbona, girato da Pedro Costa, che, anche se squarciato da lampi espressivi inusuali per l´ostico regista lusitano, poco aggiunge a una filmografia per molti versi ampiamente sopravvalutata, e di Correspondences, del francese Eugene Green, che sintetizza temi moderni (l´amore via e-mail, la solitudine giovanile, la difficoltà a rapportarsi con l´esterno) in inquadrature fisse con voce fuori campo che, nonostante l´ottima performance degli attori (costretti a recitare come in un film muto), a lungo andare risultano stucchevoli.
L´altro film in concorso è La maison jaune, del regista algerino Amor Hakkar (qui anche autore della sceneggiatura e interprete principale), emozionante storia di un padre algerino contadino e analfabeta che decide, dopo che gli viene rivelato che il figlio, poliziotto, è morto in un incidente stradale, di andarsi a prendere il cadavere del figlio superando vari scogli burocratici e, una volta sepoltolo, è capace di far superare alla moglie la depressione in cui è caduta dapprima pitturando la casa di giallo, poi comprandole un cane, infine costringendo il prefetto della zona a installare l´elettricità nel suo rudere per poter vedere in una videocassetta l´ultimo filmato girato da un amico del figlio prima della sua morte, in cui il ragazzo saluta, quasi presago del proprio destino, i genitori e la sua valle. Reso con una semplicità disarmante, attraverso l´uso di attori non professionisti, di una colonna sonora in cui la sonorità si mescola dolcemente alla lingua berbera, delle forti luci del deserto e di silenzi ben calibrati, il film è una toccante vicenda sull´elaborazione del lutto e sullo smarrimento che ognuno di noi prova dinanzi all´angoscia del vuoto e all´assenza della persona cara, oltre ad essere una cartina di tornasole di quanto gli “esclusi” debbano combattere per ottenere i propri diritti e di come riescano poi a crearsi una rete di solidarietà fra i propri simili.
Meno interessanti invece le chiacchiere borghesi di Tussenstand, olandese debuttante al Cineasti del Presente, in cui una coppia di ex sposi non riesce a staccarsi dalle proprie convenzioni, scegliendo di vivere una vita falsa anziché seguire le proprie ambizioni, per amore (o pseudo-amore? Mah…) di un figlio adolescente in odore di autismo: film stra-parlato, di impianto teatrale, che oltre a presentare una sceneggiatura debordante ha il limite di un finale del tutto incongruente con quanto visto fino a quel momento. Notevole, invece, l´esperimento della rumena Adina-Elena Pintilie, che in Nu te supara, dar… segue la vita quotidiana dei degenti di un istituto psichiatrico, mostrandone gli illogici codici sociali e l´umanità dolente. Peccato per la durata (solo 50 minuti!), perché il film è meritevole non solo per il coraggioso tentativo di mostrare la bellezza del “diverso”, ma anche per la pietas con cui la regista si avvicina ad una materia tanto difficile, evitando la sovraesposizione alla freaks.
E se di esclusi si è parlato oggi, domani invece si andrà a parlare di un “incluso”, inclusissimo anzi: sir Anthony Hopkins, per la prima volta ospite a Locarno, che arriverà con il suo film in Concorso Slipstream.


