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LOCARNO: Il giorno dell’inizio

Posted by Davide Verazzani | Posted in Locarno 2007 | Posted on 01-08-2007

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f12 festival locarno jannuzzi smith web thumb1 LOCARNO: Il giorno dellinizioE dunque è finalmente arrivato il momento dell´inizio del 60° Festival di Locarno. Un Festival importante, come già  documentato in occasione della presentazione ufficiale svoltasi qualche settimana fa a Milano. Un Festival che ormai non ha piu´ bisogno di sgomitare, crediamo, fra colleghi piu´ importanti, e che si è dato una “cifra stilistica” ben precisa e, soprattutto, riconosciuta dagli addetti ai lavori e dal pubblico.
La tranquilla città  svizzera accoglie i primi ospiti (invero sparuti, peraltro) con un invidiabile sole, e il Festival spara le sue prime cartucce presentando il manga giapponese “Vexille” nell´ambito della rassegna Piazza Grande, e inaugurando parimenti la nuova cabina di proiezione ad alta definizione, già  fiore all´occhiello della presente organizzazione della rassegna.

Il regista giapponese Fumihiko Sori, già  membro del team di effetti visivi di “Titanic” e autore di “Applessed”, primo film d´animazione interamente composto da immagini digitali e presentato a Locarno nel 2004, stavolta sceglie un´ambientazione drammaticamente futuribile per il suo nuovo lavoro: siamo nel Giappone del 2077, e da ormai dieci anni il paese si è isolato dal resto del mondo scegliendo di uscire dall´ONU che aveva stigmatizzato la progettazione e la produzione di androidi, considerati un rischio per l´umanità . Protetto da uno scudo tecnologico impenetrabile, il Giappone è diventato un territorio misterioso per il resto del mondo, oltre che pericoloso focolaio di una rivoluzione tecnologica dominata da un´industria, la Daiwa, che ha molti interessi anche nelle potenze occidentali, e che di fatto produce una situazione di stallo politico che impedisce all´Occidente di effettuare qualsiasi azione. Il comandante delle forze speciali statunitensi SWORD decide di inviare a Tokyo un´unità  composta da 6 uomini e 1 donna con il compito di diradare lo scudo tecnologico che impedisce al resto del mondo la vista del Giappone. La squadra viene ben presto decimata, e gli unici superstiti saranno Vexille, salvata da un drappello di ribelli alla tecnologia androide che vivono in una Tokyo ridotta a un enorme cumulo di baracche ma comunque piena di vita, e Leon, ex fidanzato di Maria, attuale capo dei ribelli giapponesi, che viene invece imprigionato dal capo della Daiwa. Tra battaglie e colpi di scena, si giunge a un finale apocalittico dove nulla sarà  piu´ come prima.
“Vexille” è un manga che programmaticamente vuole essere un film non d´animazione. Lo dimostrano l´ambientazione, il pathos cercato in ogni scena, oltrechè la “verità ” del disegno. Purtroppo è uno di quei film che molto promettono, moltissimo intrigano, e poco concludono. Certo, l´idea di una forza americana che combatte in territorio nemico per la libertà  del mondo, e che incredibilmente si scontra con una popolazione aperta, pacifica e unita ha molto di alcune realtà  attuali (e ogni riferimento a Iraq e Afghanistan è del tutto voluto…); tuttavia, lo sviluppo della vicenda prescinde da un´impostazione politicamente vicina agli scenari odierni,e questa appare solo un pretesto per costruire un film di fantascienza, e magari per chiamare un interesse verso un tema che invece non viene sviluppato nel film. Le citazioni si sprecano, a partire da “Tetsuo” per il rapporto uomo-macchina e per la progressiva trasformazione dei pochi superstiti in aneroidi, per continuare con “Dune”, “Guerre stellari”, “Mad Max”, e chi piu´ ne ha piu´ ne metta: non sono fastidiose, anzi crediamo siano un sincero omaggio a film amati dal regista, ma tolgono spazio a volte a una creazione piu´ originale che è sicuramente nelle corde di Sori. E nonostante i disegni splendidi, la realizzazione visiva stupefacente, e un intelligente uso della colonna sonora (struggente fra gli altri l´uso di un vecchio hit dei Dead Can Dance per “colorare” di malinconia un tramonto disperato sulle mura della nuova Tokyo), la vicenda sfugge di mano al regista e diventa troppo spesso una via di mezzo fra l´apologo pseudo-filosofico sull´eccessivo uso della tecnologia e sul desiderio di un ritorno a una Natura primigenia, e la storia d´amore e d´amicizia con dialoghi a volte involontariamente comici.
Nonostante i limiti evidenti della pellicola, “Vexille” rimane comunque un interessante ricerca visiva, e un tentativo di far crescere il film d´animazione oltre il ristretto cerchio di aficionados che certamente va incoraggiato

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