31. Agosto 2007

Recensione: Michael Clayton di Tony Gilroy - Venezia 64 - In concorso
di Tullio Di Francesco

George Clooney con alle spalle Tom Wilkinson in Michael ClaytonMichael Clayton fa il “risolutore” per un grande studio legale americano che appalta cause per un fatturato di svariati milioni di dollari, vale a dire che, anche se non apprezza il suo lavoro e vorrebbe praticare in un’aula di tribunale, il suo talento naturale è quello di avere sempre una soluzione pronta per tutti i problemi che possono sorgere all’improvviso nel corso di una causa. Il più grosso problema che potesse mai aspettarsi gli capita quando… Leggi articolo completo…

Attenzione: lussuria a Venezia
di Sara Sagrati

I riflettori sul secondo giorno di Festival hanno acceso le luci… rosse. Il rapporto tra sessualità, emotività e società sembra infatti il file rouge della manifestazione. Lo sa bene Ang Lee, che dopo aver vinto il Leone d’Oro con una storia d’amore omosessuale tra cowboy ci riprova con Lust, caution. Il sensuale e ambiguo Tony Leung e l’affascinate e conturbante Tang Wei si posseggono in un gioco d’amore, spionaggio e lussuria. Gli amplessi sono reali? Questa è sembrata la domanda più ricorrente all’uscita della proiezione tra gli spettatori e gli addetti ai lavori. Ang Lee ha dichiarato di no, deludendo i numerosi partigiani del “si”.
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Recensione: Nessuna qualità agli eroi di Paolo Franchi - Venezia 64 - In concorso
di Davide Verazzani

Bruno Todeschini e Elio GermanoBruno è un assicuratore ginevrino, emigrato a Torino con la moglie Anne; oltre ai problemi personali derivanti sia da un complicato rapporto con il padre (famoso pittore, anaffettivo verso lui e la sorella Cecile) non superato nonostante la morte del genitore e l’allontanamento dalla Svizzera, sia dalla scoperta dell’impossibilità di avere figli, Bruno si trova in grosse difficoltà economiche in quanto deve restituire un ingente prestito al direttore di una grossa banca, occasionalmente usuraio. Quando all’improvviso il banchiere scompare misteriosamente, gli si fa incontro il suo giovane figlio Luca, un ragazzo psicotico e violento che lo affascina con i suoi modi rudi fino a rivelargli di essere l’assassino del padre, che lo libera così dall’obbligo di restituire il prestito. Nel frattempo, a Ginevra si inaugura la prima mostra completa delle opere del padre: Bruno è costretto a recarvisi con la moglie, ma ben presto ritorna a Torino, dove dovrà affrontare il rapporto con la moglie, decisa a capire i motivi delle sue ombrosità, e a risolvere definitivamente i legami familiari…
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30. Agosto 2007

Venezia 2007 espia i suoi peccati
di Sara Sagrati

Keira Knightley in AtonementL’attesa è finita: dalle 19.00 di ieri i riflettori del mondo del cinema sono puntati sul Lido di Venezia. La mostra è ufficialmente aperta e già migliaia di appassionati, addetti ai lavori, critici, giornalisti, divi e starlette convivranno per i prossimi dieci giorni all’interno del chilometro quadrato scarso che racchiude gli spazi della mostra. La passerella era inavvicinabile, già un’ora prima due se non tre file di persone lungo tutto il tragitto si erano appostati con macchine fotografiche e telecamere digitali nella speranza di poter immortalare Keira Knightley, l’ospite più attesa, o almeno qualche altra faccia nota.
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Recensione: Sleuth di Kenneth Branagh - Venezia 64 - In concorso
di Davide Verazzani

Michael Caine e Jude Law in SleuthAndrew Wyke, anziano scrittore di successo che vive da eremita in un castello mega-tecnologico, riceve la visita di Milo Tindle, giovane parrucchiere sedicente attore che ha una relazione con Maggie, moglie di Wyke. Scopo della visita del giovane è quello di convincere lo scrittore a concedere il divorzio alla moglie. Inizialmente l’anziano uomo sembra acconsentire alla richiesta, previo premio derivante da un finto furto di gioielli con scasso (e relativa truffa all’assicurazione) che Tindle dovrebbe compiere la sera stessa nella magione di Wyke; ma la manovra è solo l’inizio di una virtuale partita di tennis (seguendo la terminologia dei due uomini) che diventa un vero e proprio gioco al massacro di cui non si riesce a indovinare il vincitore. Intanto, una macchina si sta avvicinando alla casa: è Maggie che sta tornando?
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Venezia… ancora!!! (Brutti, sporchi e cattivi) - Venezia 64
di Tullio Di Francesco

Infilata di Leoni al Lido
75!!! Età più che rispettabile per una persona che, di norma, tende a nascondere l’età, figurarsi per un’istituzione che invece ci gongola a festeggiare questi anniversari. Istituzione che, comunque, causa edizioni biennali e sospensioni per guerra, festeggia “soltanto” la sua 64a edizione. Prime impressioni sulla Mostra del Cinema, anno di grazia 2007, dai vostri inviati sul campo… Leggi articolo completo…

Recensione: Lust, caution di Ang Lee - Venezia 64 - in concorso
di Davide Verazzani

10m1.jpgNella Shanghai del 1942 occupata dai giapponesi, una giovane donna diventa amica di un gruppo di signore alto-borghesi, da cui viene ospitata e con cui gioca quotidianamente a mahjong, ed entra così in relazione con il marito della padrona di casa, il temibile Mr. Yee, un cinese collaborazionista a capo dei servizi segreti. La ragazza, che ha assunto un nome fittizio, si chiama in realtà Wang Chiah Chih, e fa parte di un gruppo di giovani universitari, membri di un gruppo teatrale, che già 4 anni prima ad Hong Kong hanno tentato invano di eliminare Yee e che al momento sono in contatto con la Resistenza organizzata; il suo obiettivo è quello di diventare l’amante di Yee, per abbassare le sue difese e poterlo far colpire dai sicari della resistenza, ma il rapporto fra i due si fa più intenso fino a sfiorare un vero e proprio amore. E quando Yee dimostra il proprio sentimento regalando alla ragazza un anello di diamanti di incredibile valore, la situazione precipita…
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28. Agosto 2007

Libri: Meno male che ci sei
di Giuliana Dea

Copertina di “Meno male che ci sei”Certo, la copertina non è delle più invitanti. Soprattutto per chi disprezza il tono rosa fucsia, accostabile al blu quasi elettrico che ricorda il Federico Moccia temuto in ogni sua versione, letteraria, cinematografica o televisiva.
Merito anche della Sperling & Kupfer, che dopo essersi fatta conoscere come casa editrice specializzata in narrativa cosiddetta di intrattenimento, tra cui spiccano le storie melò di Sveva Casati Modigliani e di alcune sue colleghe anglosassoni altrettanto godibili, o quelle terrificanti (nel senso migliore… parliamo di thriller tendenti all’horror!) di Stephen King, stava cominciano con la narrativa italiana a debordare un poco.
Prova ne sia la presenza dei romanzi di Alessandra Appiano (i libri per ‘la Donna Che Pensa Di Avere Un Cervello Ma Lo Nasconde Bene’) tra i suoi titoli.
Negli ultimi due anni Sperling, forse conscia del grave errore fatto ai danni dei suoi lettori e soprattutto delle sue lettrici, si stava già facendo perdonare con una nuova collana di saggistica, dedicata soprattutto al decennio ’68-’77, in cui si trovano autentiche chicche per gli appassionati del genere (tra cui la sottoscritta).
Ma il vero colpo di genio, quello che concede alla casa editrice il perdono eterno, riguarda proprio il terreno su cui la narrativa stava pericolosamente vacillando: la commedia al femminile.
E lo fa portando in libreria un’esordiente italiana di tutto rispetto, capace di scrivere finalmente un romanzo degno di questo nome: Maria Daniela Raineri.
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24. Agosto 2007

Recensione: Pathfinder - La leggenda del guerriero vichingo
di Tullio Di Francesco

Karl Urban impegnato in uno scontroLo chiamano Ghost, fantasma, per il colore pallido della sua pelle, ma non lo temono perché, nonostante l’incarnato, è uno di loro. Loro sono i nativi dell’America settentrionale, lui è un giovane vichingo, unico sopravvissuto di un insediamento e raccolto da un’indiana quand’era bambino. Ora è cresciuto, è diventato un guerriero che segue le leggi del suo popolo adottivo. Così, quando una nuova orda barbarica invade le terre degli indiani mettendo in pericolo la sopravvivenza della tribù, Ghost si schiererà naturalmente dalla parte dei suoi fratelli elettivi… Leggi articolo completo…

Sicko
di Marco Cavalleri

SickoGli Stati Uniti sono per definizione il paese del Sogno, della Democrazia, della Libertà e di molte altre maiuscole. Ma non sono esattamente il paradiso per chi è malato. Se avessimo dei dubbi in proposito ecco intervenire Michael Moore: che, dopo aver abbandonato la crociata contro Bush – che pure riappare con i consueti effetti non si sa se comici o devastanti – decide di dedicarsi all’analisi del sistema sanitario americano. Per concludere che si sta molto meglio altrove. E che l’unico luogo in tutto il territorio americano dove sia garantita un’eccellente e gratuita assistenza medica è la base di Guantanamo, dove ne beneficiano soprattutto i supposti terroristi lì rinchiusi…
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