Recensione: Harry Potter e l’Ordine della Fenice
Posted by Sara Sagrati | Posted in Cinema | Posted on 14-07-2007
Tag:babbani, Harry-Potter, magia, Ordine-della-Fenice, Radcliffe, Rowling
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Tornato per le vacanze dall’odiosa famiglia degli zii Dursley, Harry è triste. Per tutta l’estate non ha ricevuto notizie dagli amici Ron e Hermione, nonostante il suo scontro con Lord Voldemort e la morte dell’amico Cedric. L’unica lettera che riceve è l’espulsione dalla scuola di Hogwarts per aver usato la magia di fronte al cugino Dudley attaccato da un Dissennatore. Harry viene aiutato da Malocchio Moody, suo ex professore, e dai membri dell’ordine della Fenice, una società segreta istituita tra gli altri anche dai suoi genitori per combattere il perfido Lord Voldemort. Ora che colui che non si può nominare sta tornando, il Ministero della Magia sembra non voler riconoscere l’evidenza e fa di tutto per screditare le parole di Harry Potter, Fortunatamente il preside Albus Silente riesce a far ammettere di nuovo Harry, dimostrandone l’innocenza, ma le cose ad Hogwarts sembrano cambiate. I compagni ripudiano Harry, la nuova professore di difesa dalle arti magiche Dolores Umbridge, nominata dal Ministro, sembra non voler insegnare incantesimi e Silente non rivolge la parola a Harry. Ma quando tutto sembra perduto i giovani maghi capiscono che devono imparare a combattere se vogliono essere pronti quando Lord Voldemort tornerà e chiedono a Harry di insegnar loro a proteggersi.
Torna Harry Potter nella sua quinta avventura cinematografica. Insieme al maghetto ritroviamo l’amico Ron, l’amica Hermione, Albus Silente e tutti i personaggi inventati dalla penna di J.K.Rowling. Una saga che ha ormai assunto le tinte del mito e che vanta oltre 300 milioni di lettori solo in tutto il mondo.
Un’esercito agguerrito composto da bambini e adolescenti, ma anche da tanti adulti, che si riversa nei cinema desideroso di ritrovare l’atmosfera e i personaggi che tanto ha amato sulla carta.
Non è ironico che in un mondo dove i divertimenti sono sempre più tecnologici, molti bambini abbiano trovato il loro eroe in un libro? Ed è proprio per questo grande attaccamento ai romanzi della serie che ad ogni uscita di uno dei film della serie arriva implacabile il giudizio: era meglio il libro? E’ meglio il film?
Harry Potter potrebbe essere considerato il più grande caso di “ti aspetto al bivio dell’adattamento” dai tempi di “Via col vento”.
Nei film precedenti il lavoro degli sceneggiatori è stato tutto sommato dignitoso: nonostante i molti buchi di sceneggiatura, soprattutto nel penultimo “Harry Potter e il Calice di Fuoco”, i frequenti cali di ritmo e le eccessive divagazioni, il mondo della Rowling fatto di neologismi e magie è sempre stato riportato fedelmente. In quest’ultima pellicola, invece, l’adattamento non è all’altezza. Complice sicuramente il poderoso tomo da cui è tratto, gli sceneggiatori sono stati troppo fedeli: non hanno voluto rinunciare a nessuna storia, a nessun dettaglio, non riuscendo così a creare una storia omogenea e coerente. E’ come se ogni piccolo aspetto fosse buttato sullo schermo, in modo da non poter essere accusati di non averlo fatto. E alla fine, agli occhi dello spettatore, soprattutto dello spettatore che non ha letto il libro, molte motivazioni si perdono, molti eventi accadono velocemente, molti personaggi non sono descritti e la profezia finale risulta quasi incomprensibile.
Dispiace, anche perchè i tre giovani protagonisti sono cresciuti e lo è anche l’immaginario nel quale sono collocati. L’inizio del film ha una atmosfera horror davvero ben riuscita (adatta anche ai bambini), che poi purtroppo scade nel solito finto gotico. Inoltre l’intento politico e sociale diventa quasi macchiettistico. Se da una parte è molto evidente che si volesse raccontare l’inquietudine dell’adolescenza che vuole ribellarsi e innamorarsi, dall’altra viene rappresentata la metafora di un Ministro che si fa governare dalla paura. La parte legata alle “fregole giovanili” viene liquidata con qualche battuta degna di un telefilm americano per adolescenti e il tanto strombazzato primo bacio di Harry è fin troppo impacciato e… “umido” come dirà lui stesso. Meglio dunque godersi la fastidiosa recitazione tutta sopra le righe di Imelda Staunton (Vera Drake) nella parte della nuova rettrice della scuola Dolores Umbridge che spadroneggia e lancia editti in nome del Ministero della Magia come fosse una versione moderna e femminile di Nerone (anche se è facile immaginare che la Rowling si sia ispirata ad altri capi di stato più moderni).
Un film per fan che lascia gli altri spettatori a guardare per due ore e venti un acquario dove molti personaggi si muovono facendo succedere cose che voi babbani non riuscite neanche a nominare.
Sara Sagrati


