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Recensione: Ehi, prof!

Posted by Tullio Di Francesco | Posted in Libri | Posted on 12-07-2007

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ehi prof.miniatura Recensione: Ehi, prof!Se vi passasse per la testa di chiedere a Frank McCourt come mai sia arrivato alla professione di scrittore in così tarda età , be´â€¦ lasciate pur perdere, poiché la risposta la trovate nel prologo al suo nuovo romanzo, Ehi, prof!: «Nel mondo dell´editoria, il sottoscritto è un principiante a scoppio ritardato, un maturo novellino, l´ultimo arrivato. Il mio primo libro, Le ceneri di Angela, è uscito nel 1996, quando avevo sessantasei anni; il secondo, Che paese, l´America, nel 1999, quando ne avevo sessantanove. È già  un miracolo che riuscissi a tenere la penna in mano. Certi miei nuovi amici (acquisiti di recente grazie all´ascesa nelle classifiche) hanno pubblicato un libro prima dei trent´anni. Dei pivelli. Ma com´è che ci hai messo tanto? Insegnavo, ecco com´è. Non all´università , dove uno ha tutto il tempo per scrivere e dedicarsi ad altri svaghi, ma in quattro diverse scuole superiori di New York. (In alcuni romanzi che ho letto, i professori universitari sembravano sempre così presi dall´adulterio e dalle faide accademiche che non si capiva dove trovassero il tempo per fare qualche ora di lezione). Quando hai cinque classi di liceali al giorno, per cinque giorni alla settimana, non sei tanto propenso a tornare a casa, sgombrare la mente e vergare una prosa immortale. Dopo una giornata così hai la testa che rimbomba della cagnara dell´aula.»
Parole sante, vecchio mio, parole sante…

Frank McCourt torna sul luogo del delitto, e dopo i primi due romanzi, di cui il primo è stato portato sullo schermo per la regia di Alan Parker, approfitta delle poco più che trecento pagine della sua ultima fatica per raccontarci i suoi ricordi di immigrato nella Terra delle Grandi Opportunità , la partenza dall´Irlanda da povero squattrinato e la conseguente integrazione grazie ad un lavoro che, generalmente, non rientra nel repertorio delle attività  del Grande Sogno: l´insegnante!
E la sua cavalcata attraverso trent´anni di insegnamento, si badi bene, non è la classica lineare narrazione naturalistica di un carattere (a quello, forse, penserà  il cinema), ma una gradevole rassegna di episodi che trattano in modo insolito e originale, rispetto a quanto letto prima, il tema non tanto della scuola, ma di cosa significhi realmente insegnare ed essere un insegnante. A McCourt, in fin dei conti, non interessa (o almeno, non soltanto) l´aspetto burocratico, la requisitoria contro le falle del sistema scolastico, lo stigmatizzare il comportamento delle nuove generazioni, ma piuttosto interrogarsi con stupore su come un essere talmente imperfetto come l´uomo possa concludere un´intera vita lavorativa realizzando una tra le professioni più stressanti e inappaganti (dati alla mano) che si possano immaginare. Perché, e lo dice anche lui, qui non stiamo parlando del docente universitario integrato nel mondo della cultura e degli scrittori che tratta, che quando entra in aula trova un uditorio adorante e ben disposto a seguire ogni goccia distillata di conoscenza; ma piuttosto del misero professore liceale che ha a che fare con il mondo degli adolescenti inquieti e strafottenti delle scuole statali, spesso provenienti da quartieri popolari con tutte le problematiche che ciò comporta (e teniamo conto che McCourt ha fatto in tempo ad assistere, da un osservatorio privilegiato, alla ribellione della beat generation, a quella della controcultura e alla guerra del Vietnam).
Vessato dai superiori e preso per i fondelli dai ragazzi che, si presuppone, dovrebbero rispettare i ruoli, disprezzato dall´intellighenzia culturale che egli contribuisce a sdoganare alla massa, impegnato in un lavoro ciclicamente sempre uguale i cui risultati non potrà  mai riscontrare (alla fine di ogni ciclo i ragazzi se ne vanno e chissà  cosa rimarrà  del proprio lavoro), cosa spinge un insegnante a perseverare fino alla pensione, quando poi il ciclo continuo delle nuove generazioni ti mette di fronte all´inesorabile trascorrere del tempo, o il ragazzo “difficile” al quale tu solo hai saputo trasmettere qualcosa è andato a farsi sparare in Vietnam?

La risposta la lasciamo a quei lettori che se la sentiranno di affrontare la lettura di Ehi, prof!, che consigliamo caldamente a tutti, non docenti e docenti, ma soprattutto a quelli tra questi ultimi che amano riempirsi la bocca con formule sociologiche e teorie psicologiche altisonanti, ma spesso non riescono a comprendere che c´è molta più pedagogia dietro all´episodio del panino volante e a quello dei gusti sessuali di chi ama andare con le pecore che dentro a tutti i corsi di aggiornamento per insegnanti frustrati.

Frank McCourt, Ehi, prof!, Adelphi 2006, pp. 309, € 18,50.

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