27. Luglio 2007

Recensione: Il grande match
di Sara Sagrati

Locandina di Il grande matchTre gruppi di persone che vivono nei posti più sperduti del pianeta: una tribù Tuareg del Sahara, una famiglia nomade della Mongolia, gli abitanti di un villaggio Indios dell’Amazzonia. Nessuna affinità tra questi popoli eppure ognuno di loro vuole assolutamente vedere la finale dei campionati del mondo di calcio del 2002 tra Brasile e Germania. Il film, ideato e diretto dal documentarista Gerardo Olivares, racconta le peripezie che ognuno di queste persone dovrà affrontare pur di riuscire a vivere in diretta questo grande evento sportivo di fronte ad un televisore. La tribù Tuareg, con televisore a dorso di cammello, cerca di raggiungere l’albero di ferro, un’antenna piantata in mezzo alle dune. Gli Indios che vanno a caccia imitando i telecronisti sportivi e si dipingono sulla schiena il numero di Ronaldo dovranno far funzionare la loro antenna. La famiglia nomade mongola che da quando possiede la televisione ha modificato i propri itinerari per seguire i cavi elettrici si imbatterà in un gruppo di burocrati cinesi tifosi della Germania.
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15. Luglio 2007

LOCARNO 2007
di Davide Verazzani

Logo del Festival di LocarnoIl Festival del Film di Locarno festeggia quest’anno il sessantesimo compleanno, e lo fa nel suo consueto modo: in punta di piedi, senza inutili trionfalismi ma anche con la coscienza di essere diventato, ormai, un importante punto di riferimento per una cinematografia adulta e raffinata, lontana dai lustrini delle major e dei blockbuster ma non per questo chiusa o autoreferenziale.
Al secondo anno di mandato, il direttore artistico del Festival, Frederic Maire, ha riunito nella città svizzera un cartellone di tutto rispetto, pieno di interessanti promesse e di succulente novità.
E noi di Nouvelle Vague saremo, nella prima decade di agosto, a Locarno a testimoniare con articoli quotidiani il nostro interesse verso questo piccolo grande Festival.
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14. Luglio 2007

Recensione: Harry Potter e l’Ordine della Fenice
di Sara Sagrati

Locandine di Harry PotterTornato per le vacanze dall’odiosa famiglia degli zii Dursley, Harry è triste. Per tutta l’estate non ha ricevuto notizie dagli amici Ron e Hermione, nonostante il suo scontro con Lord Voldemort e la morte dell’amico Cedric. L’unica lettera che riceve è l’espulsione dalla scuola di Hogwarts per aver usato la magia di fronte al cugino Dudley attaccato da un Dissennatore. Harry viene aiutato da Malocchio Moody, suo ex professore, e dai membri dell’ordine della Fenice, una società segreta istituita tra gli altri anche dai suoi genitori per combattere il perfido Lord Voldemort. Ora che colui che non si può nominare sta tornando, il Ministero della Magia sembra non voler riconoscere l’evidenza e fa di tutto per screditare le parole di Harry Potter, Fortunatamente il preside Albus Silente riesce a far ammettere di nuovo Harry, dimostrandone l’innocenza, ma le cose ad Hogwarts sembrano cambiate. I compagni ripudiano Harry, la nuova professore di difesa dalle arti magiche Dolores Umbridge, nominata dal Ministro, sembra non voler insegnare incantesimi e Silente non rivolge la parola a Harry. Ma quando tutto sembra perduto i giovani maghi capiscono che devono imparare a combattere se vogliono essere pronti quando Lord Voldemort tornerà e chiedono a Harry di insegnar loro a proteggersi.
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12. Luglio 2007

Recensione: Ehi, prof!
di Tullio Di Francesco

Copertina del libroSe vi passasse per la testa di chiedere a Frank McCourt come mai sia arrivato alla professione di scrittore in così tarda età, be’… lasciate pur perdere, poiché la risposta la trovate nel prologo al suo nuovo romanzo, Ehi, prof!: «Nel mondo dell’editoria, il sottoscritto è un principiante a scoppio ritardato, un maturo novellino, l’ultimo arrivato. Il mio primo libro, Le ceneri di Angela, è uscito nel 1996, quando avevo sessantasei anni; il secondo, Che paese, l’America, nel 1999, quando ne avevo sessantanove. È già un miracolo che riuscissi a tenere la penna in mano. Certi miei nuovi amici (acquisiti di recente grazie all’ascesa nelle classifiche) hanno pubblicato un libro prima dei trent’anni. Dei pivelli. Ma com’è che ci hai messo tanto? Insegnavo, ecco com’è. Non all’università, dove uno ha tutto il tempo per scrivere e dedicarsi ad altri svaghi, ma in quattro diverse scuole superiori di New York. (In alcuni romanzi che ho letto, i professori universitari sembravano sempre così presi dall’adulterio e dalle faide accademiche che non si capiva dove trovassero il tempo per fare qualche ora di lezione). Quando hai cinque classi di liceali al giorno, per cinque giorni alla settimana, non sei tanto propenso a tornare a casa, sgombrare la mente e vergare una prosa immortale. Dopo una giornata così hai la testa che rimbomba della cagnara dell’aula.»
Parole sante, vecchio mio, parole sante… Leggi articolo completo…

01. Luglio 2007

Recensione: Follia
di Marco Cavalleri

foto dal film “Follia”Inghilterra, anni ’50. Stella è la moglie di Max, appena nominato vicedirettore del manicomio di Broadmoor e già roso dall’ambizione di diventarne il capo assoluto a dispetto della concorrenza dell’algido Peter Cleave. Normale che , in un contesto del genere, Stella si annoi e viva il proprio matrimonio come un fallimento. Meno normale che si innamori di Edgar, paziente preferito di Cleave ed ex scultore internato a seguito dell’uccisione della moglie in un raptus di gelosia. Il tutto dovrebbe rimanere confinato a un amorazzo da consumare nella serra del manicomio in riparazione, ma quando Edgar riesce a fuggire Stella sarà chiamata a fare delle scelte. Con conseguenze a dir poco tragiche…
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