Recensione: Il vento fa il suo giro
di Davide Verazzani
Philippe, corpulento ex professore francese riciclatosi pastore di capre per raggiungere un contatto più vero con la natura, si trasferisce con l’avvenente moglie Chris e i tre bambini dai Pirenei a uno sperduto villaggio della Val Maira, Chersogno, proprio sotto il Monviso. Il suo arrivo provoca inizialmente la naturale diffidenza dei paesani, un centinaio di persone per lo più anziane, chiuse nella loro ostinata diversità culturale (i vecchi parlano tutti l’antica lingua occitana, sorta di miscuglio fra il piemontese e il francese, e anche i pochi giovani presenti si adeguano); saranno Costanzo, sindaco del minuscolo Comune, e Fausto, un famoso clarinettista, originario del paese, che vi sta svernando a causa di un incidente al braccio, a convincere gli abitanti ad accogliere lo straniero, giocando soprattutto sulle opportunità economiche e turistiche (Philippe produce dell’ottimo formaggio di capra, che vende a compaesani e turisti) più che sull’opportunità di entrare in contatto con una cultura differente. L’accoglienza di Philippe e della sua spaesata moglie, inizialmente più che benevola, si trasforma ben presto in ostilità manifesta; e questo sia a causa della cecità di alcuni paesani (tra cui la postina e gli avventori abituali dell’unico bar), sia per colpa dell’ostinazione dello stesso Philippe, che si chiude in un’orgogliosa e insensata solitudine di fronte alle malelingue del paese. L’epilogo sarà tragico, e Philippe sarà costretto ad andarsene. Ma qualcuno ha capito il messaggio di tolleranza, ed è pronto, adesso, a prendere il suo posto… Leggi articolo completo…