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Recensione: Il Flauto magico

Posted by Ludovica Gazzè | Posted in Cinema | Posted on 27-06-2007

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flauto01 Recensione: Il Flauto magicoIl Flauto Magico diretto da Kenneth Branagh sulla base del libretto inglese di Stephen Fry è un film che vive di vita propria, e come tale va visto, senza perdere tempo in inutili confronti con la versione originale. Anzi, mi viene il sospetto che il regista usi l´opera di Mozart come pretesto per accompagnarci in un´avventura divertente e assieme profonda, esaltando i lati comico e moralistico dell´originale.
Ecco quindi scelte registiche ardite e provocatorie (ma d´altronde, altrimenti non sarebbero scelte): da un lato un´ambientazione volta ad attualizzare la vicenda e a conferirle un significato politico, dall´altro un uso disinvolto delle scenografie. È infatti una caratteristica del cinema, quella di mostrare lo specifico punto di vista del regista. Ben venga, allora, un taglio interpretativo netto, anche se definisce i contorni di una storia di per sé senza tempo, inserendo l´azione in un contesto così determinato come è quello della prima guerra mondiale.

Ma Branagh non si accontenta di dare solo un messaggio pacifista e accosta scene realistiche, come quella iniziale, ad altre che, per i loro colori sgargianti e la comparsa di icone moderne, definirei pop. Il risultato è una stupenda visione, un viaggio nell´immaginazione e nell´immaginario del nostro tempo, con la musica di Mozart come colonna sonora, e cosa si chiede di più?
Proprio grazie al connubio tra fantastico e attualità , la maturazione di Tamino da soldato in balia degli eventi a uomo capace di districare la complessità  del mondo e di scegliere il proprio destino, diventa una parabola della situazione di ciascuno di noi. Branagh non ci spiega, però, quali prove dovremo affrontare per raggiungere il nostro scopo, né a chi dobbiamo prestare fede per trovare la Verità . Sarebbe troppo semplicistico dare un nome al cattivo di turno e tracciare una linea tra Bene e Male, ma soprattutto, questo sì, sarebbe fuori dallo spirito dell´opera.
Non ci si aspetti, dunque, né un film in costume, né la ripresa di un lavoro teatrale. Il Flauto Magico è un film a tutti gli effetti, un musical che, semmai, tende verso una ricerca di animazione. Proprio per questo, però, si avverte a tratti una discrepanza tra il ritmo della narrazione che è quello proprio della macchina da presa, e la recitazione enfatica degli attori, tutti cantanti d´opera. L´effetto è un leggero straniamento, che sulle prime disturba, ma alla lunga si lega al tono generale del film, per niente lineare.

Ludovica Gazzè

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