Recensione: I Fantastici 4 e Silver Surfer
Posted by Marco Cavalleri | Posted in Cinema | Posted on 15-06-2007
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Potrebbe essere la volta buona per il matrimonio tra Reed Richards e Sue Storm, rispettivamente Mr. Fantastic e Donna Invisibile dei Fantastici 4, già costretti a rinviare la cerimonia in tre occasioni. Ma, ahimè, grandi poteri comportano grandi responsabilità . Specialmente se le nozze vengono disturbate da un extraterrestre argentato che, a cavallo di una tavola da surf, sconvolge la geologia del pianeta provocando crateri e glaciazioni e transita sopra New York proprio nel momento del fatidico sì. Mentre l´esercito degli States – impersonificato da un generale non propriamente geniale – li precetta per salvare il mondo e l´arcinemico Dr. Destino trama per impossessarsi dei poteri dell´alieno, gli eroi scopriranno che il Silver Surfer è solo un araldo di una ben più terribile minaccia in grado di distruggere il mondo intero…
I Fantastici 4 e Silver Surfer, diretto ancora una volta dal carneade Tim Story, è già stato allegramente massacrato dalla critica statunitense, ma probabilmente incasserà cifre notevoli. Ribadito ancora una volta le cose non sono affatto correlate – ormai la critica è esercizio solitario e tutt´altro che orientativo dei gusti del pubblico – sarei però portato a spezzare una lancia in suo favore. Non che si sia di fronte a un bel film, intendiamoci: la sceneggiatura è assai povera (diciamo che quando non combattono i nostri eroi parlano e basta evidenziando un lessico da sit-com), i protagonisti da filodrammatica di provincia, gli stessi effetti speciali – ad esclusione dell´animazione CGI di Silver Surfer, davvero notevole – tutt´altro che inappuntabili. Ma almeno gli riconosco due meriti. In primo luogo, una brevità (90´ secchi) che ormai nelle grosse produzioni americane ha del miracoloso, ed è decisamente benvenuta tra noi poveri spettatori fiaccati dai 143´ di Spiderman 3 e dai 171´ di Pirati dei Caraibi 3. Quasi a riconoscere – finalmente – che se la materia narrativa è quella che è risulta inutile tirarla troppo per le lunghe. In secondo e più importante luogo, l´onestà intellettuale di proporsi come mero pop – corn movie, senza inutili sovrastrutture o penosi tentativi di attribuzione di significati inesistenti. Da questo punto di vista, un recupero – gradito – dell´ingenuità dei primi fumetti targati Stan Lee, che tra l´altro si regala un piccolo e spiritoso cameo. Rispetto a lavori ben più pretenziosi (e penso alla saga degli X-men, a Hulk, per certi aspetti a due su tre delle pellicole sull´amato Arrampicamuri) almeno qui le cose sono chiare dall´inizio: l´obiettivo è il puro entertainment, e la compagnia si dà da fare per ottenerlo. Non riuscendoci del tutto per i limiti intrinseci sopra evidenziati, ma andandoci vicino. Si obietterà che per godere del giochetto bisognerebbe regredire a un´età mentale sui 14 anni, e sarei d´accordo. Ma almeno il patto è esplicito, e sottoscrivendolo ci si può pure divertire. Divertente e nulla più, certo, ma di questi tempi al cinema è un lusso da non sottovalutare.


