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Recensione: Turistas

Posted by Marco Cavalleri | Posted in Cinema | Posted on 05-06-2007

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turistas Recensione: TuristasCi sono sei turisti – tre americani, due inglesi e una australiana – che sopravvivono a un incidente d´autobus in Brasile e decidono di passare la serata in una spiaggia poco lontano… Detta così potrebbe sembrare l´inizio stra – abusato di una di quelle barzellette con l´ italiano l´inglese e il tedesco. Ma, attenzione, lo spunto fa da prodromo a un´avventura teoricamente terrorizzante: derubati di tutti i loro averi e respinti con ostilit� dal villaggio poco lontano, i sei si fanno convincere da un ragazzo locale a seguirlo in una casa nella foresta. Dove li attende un medico non del tutto compos sui che ha un concetto terzomondista e perlomeno estremamente marxista sulla redistribuzione dei beni. Tra i quali gli organi umani…

Probabilmente è questione di invecchiamento o di strisciante perbenismo, lo ammetto. Ma gi� sembrava improbabile che un aborto filmico come Hostel potesse avere un seguito (che invece sta puntualmente arrivando), tantomeno dei cloni almeno in terra americana. Il che invece accade puntualmente con questo Turistas, produzione targata da quel John Stockwell probabilmente ignoto ai più per il suo Trappola in fondo al mare che quasi stroncò la carriera di Jessica Alba. Che il regista sia orgoglioso dei suoi forzi è testimoniato da un cameo nel finale: va detto che noi spettatori lo siamo molto meno.

No che si pretenda necessariamente il massimo da un film horror chiaramente pensato come un ripoff di una pellicola più fortunata. Ma almeno ci si aspetterebbe o più tensione o più gore. Peccato che Stockwell, evidentemente innamorato delle riprese subacquee (tanto da riproporcele appena può) ci faccia mancare l´una e l´altro. E così dopo una sequenza pre – titoli di testa che gi� introduce al presunto clou del film ed una immediatamente successiva dotata di una certa suspence, la pellicolina si sfalda in un lungo spot sulle bellezze brasiliane – paesaggistiche e in carne e ossa – salvo poi tentare la strada dell´ horror teoricamente estremo. Che però di estremo non ha proprio nulla, salvo la richiesta di sospensione di credulit� degli spettatori. Che, dopo qualche culo e qualche seno (ma in TV si vedono cose ben più spinte) si devono sorbire incongruenze di sceneggiatura a manetta, uno dei più esilaranti “spiegoni��? della storia del cinema (il medico espianta gli organi dei turisti perché così fanno i ricchi delle nazioni industrializzate coi poveri brasiliani) e un finale con tanto di rivolta del quasi buon selvaggio. Il tutto però senza nemmeno tentare la carta del so bad it´s good, dato che la confezione tecnica è sufficiente e tutti sembrano prendersi persino sul serio. Ci sarebbe da ridere, e se vi regalano il biglietto si può anche farlo: ma se pagate immagino possa subentrare un po´ di tristezza. Da attendere su Sky (gi� il noleggio apparirebbe mossa azzardata), ma senza troppa fretta.

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