Venezia 67 - La pecora nera
di Ludovica Gazzè
Provincia romana nei favolosi anni ‘60. Un bambino vive con la nonna e le galline, mentre i fratelli più grandi accudiscono le pecore, il padre compare solo d’estate per portarlo a lavorare e la madre vegeta in manicomio. Finchè il manicomio non diventa la sua casa, per abitudine, quasi, e perché fuori non c’è nulla di buono per lui.
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Il primo giorno di festival è sempre una scommessa. Si sbarca al Lido con più o meno aspettative, a seconda dei propri gusti e delle anticipazioni che per tutto Agosto hanno occupato siti internet, riviste e quotidiani. E il primo giorno, appunto, è un po’ il banco di prova. Si tasta il terreno, si cerca di afferrare il criterio usato dai selezionatori per compilare il programma, e si aguzzano le orecchie per sentire i primi commenti mentre si aspetta in coda.
Un agente della polizia federale messicana perde tutto nell’inseguire il suo acerrimo nemico, anche a causa della corruzione imperante nel proprio paese. Senza più nulla da perdere, lo ritroviamo in Texas, dove però pare non riuscire a vivere come un qualunque operaio a giornata, perché la sua leggenda, sotto il nome di Machete, lo precede.
Anche quest’anno, ci siamo. Si scaldano i motori dei vaporetti (per i plebei) e dei taxi (per i vip) che dai vari moli di Venezia portano direttamente al Lido. Migliaia di cinefili, centinaia di accreditati a vario titolo, attori, registi, starlette dal passato incerto e dal futuro nebuloso, sceneggiatori in erba o con erba, press-agent, produttori dallo sguardo truce, distributori disattenti, bellezze mozzafiato tacco 12 sulla sabbia resa immortale dal Visconti di Morte a Venezia e dal Leone di C’era una volta in America. Tutti al Lido, come ogni anno, per l’ultimo scorcio d’estate.
Anche quest’anno, Nouvellevague parteciperà all’assegnazione del Mouse d’Oro e del Mouse d’Argento relativi ai film presentati alla 67a Mostra del Cinema di Venezia.


Sophie, aspirante giornalista del New Yorker, trascorre una pre-luna di miele con il fidanzato Victor a Verona. Lui però è molto impegnato nella selezione dei fornitori del suo futuro ristorante italiano di Manhattan, per cui Sophie girovaga per la città da sola, e si imbatte in un gruppo di donne che rispondono alle “lettere a Giulietta” lasciate dalle turiste sul muro della sua presunta casa. Sophie scopre, negli interstizi del muro, una lettera rimasta lì da 50 anni, la legge e decide di rispondere. Pochissimi giorni dopo, la donna (un’inglese ricca ed eccentrica), insieme al nipote, giunge a Verona come tappa iniziale di un viaggio simile a quello di 50 anni prima. Sophie, lasciata di nuovo sola dal fidanzato, si aggrega….